Criminalità economica, emergenza nazionale

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L’intervista rilasciata al Sole 24 Ore da Luigi Orsi, sostituto procuratore generale della Cassazione, esperto in materia di impresa, sui temi caldi del risparmio tradito e dei Non Performing Loans, si è conclusa con la proposta di una Procura nazionale sui crimini finanziari. Accogliamo con piacere la prospettiva della istituzione di un organismo specializzato e dedicato, che sollecitiamo da tempo, data l’emergenza nazionale (ormai ultraventennale). Anzi – ricordiamo – più volte abbiamo suggerito che l’Anac, organizzata e specializzata in materia di impresa, e impegnata, per l’esercizio della funzione, nel contrasto di fenomeni complessi, con profilo corruttivo, sia munita di poteri, transitori o definitivi, per intervenire sul campo prima che i buoi siano scappati tutti. Comunque, che si faccia, presto e bene! E che l’Anac o la nuova Procura nazionale si rivolga alla collaborazione necessaria degli avvocati, specializzati in materia di impresa, per svolgere il compito con efficacia. Non ci inventiamo nulla. Negli Stati Uniti i crimini finanziari, soprattutto di Borsa (le società quotate, nelle varie Borse dei vari Stati, sono decine di migliaia e le nuove quotazioni sono quotidiane), spesso sono scoperti e denunciati dagli avvocati, a cui la Sec attribuisce un ruolo nel procedimento che si incardina, remunerandone il lavoro, in relazione all’impegno svolto e al risultato conseguito (di interesse pubblico).

Sembra semplice, ma in Italia – non si sa perché – il sistema non è gradito. E, con l’Anac, ne siamo testimoni diretti. Con effetti devastanti, in danno del risparmio. Orsi appare pienamente consapevole della incongruenza di sistema, che censura la bancarotta (quando viene dichiarata), ma non tutela adeguatamente il risparmio, che pure è un diritto di rango costituzionale. Noi sosteniamo, in virtù dell’esperienza maturata sul campo, che, volendo, il risparmio potrebbe essere tutelato adeguatamente, anche nell’ambito dei procedimenti di sanzione della bancarotta e degli altri crimini finanziari. Ma la frammentazione degli Uffici Giudiziari, a dispetto del principio di unità della Giurisdizione, e le inerzie di sistema spesso premiano i criminali (a cui non mancano risorse adeguate per avvalersi di consulenze pregiate).

Anche il tema dei Non Performing Loans è stato correttamente posto da Orsi in relazione ai vari profili di interesse pubblico e privato. Di certo, finora è emersa soltanto la cuspide della piramide. I crediti deteriorati (non dovuti a mera crisi di impresa) sono il frutto di complicità diffuse, che, in parte, si esauriscono nella organizzazione del debitore inadempiente, e in parte no. L’intensa attività di legislazione europea, tuttora in itinere, proporrà la verifica di applicabilità delle leggi da parte della Magistratura Ordinaria e di legittimità da parte della Corte Costituzionale, per questioni che emergeranno ben presto, provocate anche dalla stretta creditizia e dall’eccesso di discrezionalità, incontrollata, delle banche nell’amministrazione dei mezzi affidati.

Nel frattempo, la criminalità organizzata, finora non specificamente economica, sta evolvendosi rapidamente, e i mezzi di contrasto, a giudicare dal progresso dell’inquinamento della finanza, sono largamente inadeguati. Con il rischio ulteriore, che la riduzione del credito alle imprese, anche per difetto di trasparenza del sistema, potrà contribuire alla affermazione di canali paralleli di finanziamento (illegali) perfettamente inseriti nel tessuto sociale e finanziario. In conclusione, Orsi ha avvertito l’emergenza nazionale e ha proposto la soluzione che serve. Data l’emergenza nazionale, confidiamo che l’attuazione sia immediata.   

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