Conti pubblici in ordine, il caso Mps


Il refrain dei conti pubblici in ordine è continuo, da qualche anno a questa parte. Il Governo Monti se ne è fatto un merito, che, per lo più, è contestato. Perché il settore della nautica da diporto ha subìto, con Monti, i colpi di maglio della legge del sospetto (di evasione, dei diportisti) e altri settori sono entrati in recessione, con effetti drammatici sulla redistribuzione del reddito e sulla domanda interna.

Il più incisivo trasferimento di reddito dai ceti meno abbienti al ceto più abbiente si deve al Governo Monti. E’ stata una scelta politica ben precisa? E’ stata una disavventura o un effetto collaterale? Non risulta che Monti o altri del suo Governo lo abbia mai ammesso esplicitamente, ma, se una mezza ammissione trapelasse, immaginiamo che l’impoverimento degli italiani sarebbe definito proprio spiacevole effetto collaterale. Perché, comunque, il maggior gettito viene dalla tassa sul macinato. Tutti mangiano il pane, finché possono, e tutti, così, contribuiscono al gettito fiscale, che viene amministrato dal ceto dominante. Questo è il punto. Il pareggio di bilancio, la copertura delle spese, sono un passaggio formale. Gli impieghi qualificano la spesa e provocano espansione o recessione.

Non è stato sbagliato il tentativo di revisione della spesa pubblica, del Governo Renzi, in particolare, noto come “spending review”, assegnato a due economisti di valore, Perotti e Cottarelli.

carlo-cottarelli

Che hanno fallito, per la resistenza dei topi nel formaggio. Chi beneficia del maggior impiego “deviato”, fa carte false per impedire l’operazione di revisione della spesa, da cui dipende un impiego più corretto sotto il profilo economico, oltre che più giusto in termini etici, e contribuisce alla recessione. Questo succede quando gli impieghi sono economicamente sbagliati, anche se i conti pubblici, nel momento dato, appaiono o sono in ordine. Che è un ordine illusorio, transitorio, propedeutico alla contrazione della domanda interna e del benessere sociale. Esattamente quello che sta avvenendo. E’ colpa dei topi nel formaggio e di chi dovrebbe stanarli e non lo fa.

C’è, però, un altro aspetto dei conti pubblici, meno evidente e più insidioso. L’effetto del mancato investimento provocato dal credit crunch. Il caso MPS, che proponiamo all’attenzione dell’Osservatorio sui conti pubblici, costituito da Cottarelli e altri insigni personaggi presso l’Università Cattolica di Milano. Il dissesto di MPS è il risultato di una somma di illeciti, non solo penali, a cui la Mano Pubblica non ha posto rimedio, perdendo, apparentemente, “soltanto” qualche decina di miliardi, sotto varie forme, ma subendo, in realtà, e provocando al Paese, una perdita molto superiore. Cottarelli ha studiato a Siena, sa cosa era il Monte per la Città. Il babbo e la mamma. Il fiore all’occhiello e una fonte di ricchezza, apparentemente inesauribile. Qualcuno ha dimostrato il contrario. Ha dimostrato che basta una manovra “improvvida”, non rimediata, per mandare in rovina milioni di persone e vasti territori. Ancora non si sa quale sia stata, in effetti, la perdita di sistema. L’Osservatorio potrebbe calcolarla.

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