Caso Volkswagen, cause miliardarie in corso

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Si può ingannare una persona per sempre, si possono ingannare tutti per una volta, ma non si possono ingannare tutti per sempre. In casa Volkswagen evidentemente “suppongono” il contrario. I dirigenti non cessano di profondersi in scuse da quando lo scandalo delle emissioni è divampato, ma all’orizzonte si profilano cause miliardarie che potranno mettere la casa tedesca in ginocchio per molti anni.

Non sono gli utenti a muoversi, ma i fondi investitori, che hanno perso miliardi per il crollo del titolo e ora pretendono il risarcimento. Da chi? Il quesito è meno peregrino di quanto possa sembrare a prima vista, perché, in teoria, la società è stata danneggiata a sua volta. E ovviamente gli amministratori e gli alti dirigenti consapevoli, per quanto ricchi, non sono solvibili per decine e decine di miliardi. Ma la schiera dei responsabili si può dilatare.

Quante complicità, anche tra gli uffici pubblici impegnati per motivi di controllo, hanno concorso a provocare o a consentire il danno? I tribunali tedeschi dovranno dimostrarsi all’altezza del noto aforisma “il giudice a Berlino” che coinvolge direttamente la loro imparzialità decisoria. Lady Merkel però non intende subire in silenzio e, pur senza esimersi dalla cerimonia della volgarità commessa a sua insaputa, avrebbe incaricato uno studio legale americano per fare luce sugli aspetti meno noti della vicenda. Per il momento sulla vicenda è scesa la coltre del silenzio.

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