Caso Seat, i sindaci lasciano, le vittime chiedono giustizia, i giornali le ignorano


Sembra una battuta. Invece il Sole 24 Ore in ottobre ha pubblicato la notizia che i sindaci, in carica dal 2003 (anno della famigerata operazione straordinaria di leveraged buy out che, insieme alla altrettanto famigerata distribuzione del maxi dividendo a debito, ha provocato il collasso della gestione), dopo 11 anni hanno rassegnato le dimissioni. Nel frattempo è successo di tutto.

Il Nuovo Mille ha svelato l’arcano, sfuggito alla attrezzatissima Consob, ed ha costretto la società al concordato e alla causa di responsabilità nei confronti degli amministratori, ma i sindaci, intrepidi, non hanno lasciato (e nessuno, per quanto se ne sappia, ha richiesto la loro sostituzione). Il Sole 24 Ore non manca di notare le conseguenze disastrose del maxi dividendo, ma non giustifica con i lettori le disattenzioni sui fatti eclatanti e distruttivi del patrimonio sociale (dopo tutto il suo mestiere è l’informazione specializzata!), non pubblica la notizia che un gruppo di azionisti di minoranza ha richiesto il risarcimento dei danni e non chiede al presidente della società, intervistato sulla cosiddetta ripresa in novembre, se il Cda intenda destinare ai soci di minoranza quanto meno l’offerta risarcitoria degli ex amministratori (trenta milioni secondo la stampa, offerti prima della comparizione in tribunale e dell’intervento dei soci di minoranza nel giudizio a tutela dei loro diritti).

Nulla si dice, poi, sulla famosa manleva che nel giugno del 2012 i fondi rilasciarono agli amministratori in carica (ora ex amministratori chiamati in giudizio per risarcire i danni). A causa della manleva sia la società che la Consob potrebbero rivolgersi ai fondi per un totale risarcimento dei danni, che, almeno secondo la teoria del diritto, dovrebbe essere destinato prima di tutto ai piccoli azionisti sicuramente incolpevoli del collasso Seat.

Il Sole 24 Ore non ne esce bene. In America verrebbe chiamato in giudizio dai risparmiatori per la mancata informazione. Ma viene il dubbio che il giornale rifletta un andazzo. Seat, scandalo del secolo (così lo ha definito la Gabanelli nello smozzicato Report di maggio scorso), diversamente da altri collassi societari che, sia pure con ritardo, occupano stabilmente le pagine dei giornali, non sembra una notizia, nemmeno quando agli azionisti di minoranza non viene data la parola nel corso del procedimento di concordato.

Ora che le vittime dello scandalo del secolo si sono rivolte alla giustizia e le trattative di transazione della vertenza tra società ed ex amministratori chiamati in causa si svolgono in stanze negate alle vittime, i giornali, soprattutto il Sole 24 Ore, dovrebbero segnalare la peculiarità della vicenda. I risparmiatori fiduciosi attendono.

 

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