Il caro mascherine, questione di economia


Gli economisti sono quelli che spiegano molto bene quello che hanno sentito dire poco prima. Il campo delle previsioni economiche sfugge completamente al loro interesse (e alle loro capacità). Ne era consapevole uno degli economisti più noti del secolo scorso, John Maynard Keines, che azzardava previsioni di lungo termine, ma aggiungeva con ironia che, tanto, nel lungo termine, i testimoni sarebbero morti tutti. Il campo delle analisi dei prezzi è più insidioso. L’economista deve spiegare razionalmente perché, a parità di qualità intrinseca del bene, il prezzo può variare sensibilmente nel tempo e nello spazio. Non sono noti gli economisti che hanno tentato di spiegare, ad esempio, la differenza di prezzo tra le siringhe in Calabria e in Lombardia, mentre è perfettamente noto l’economista della Bocconi che ha spiegato, in un tweet, l’impennata del prezzo delle mascherine. Si chiama Tommaso Monicelli, e ha detto che i prezzi alti servono ad allocare le mascherine a chi ne ha veramente bisogno. Non è sciacallaggio. La frase ha destato qualche perplessità, ma nessuno ha azzardato il confronto intellettuale con l’esimio professore, salvo Lapo Elkann. Di cui non apprezziamo particolarmente gli abiti (con poche eccezioni) e qualche vicenda della sua vita passata, ma, questa volta, gli diamo atto di essere intervenuto sul tweet presto e bene. Rivolgendosi direttamente al professore, gli ha detto di frequentare i corsi di etica nella sua stessa università. Bravo Lapo!

 

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