Boeri mentore della società massificata

Integrazione-Immigrati-Boeri

Secondo Tito Boeri, presidente dell’Inps, l’integrazione degli immigrati è un processo che richiede tempo e comporta dei costi, ma è la colonna portante del nostro sistema di protezione sociale.

Tito-Boeri

Sciorina i numeri, in base ai quali, con questa progressione migratoria, il saldo netto in favore delle casse dell’Inps, in 20 anni o poco più, sarà di oltre 30 miliardi. E propone di cambiare la denominazione dell’Inps, da Istituto di Previdenza Sociale in Istituto di Protezione Sociale. Lo capiamo. Ogni presidente che si rispetti vuole lasciare il segno. Preferiremmo, però, che il segno fosse altro, che un semplice cambio di nome. Ad esempio, come abbiamo detto altre volte, vorremmo che Boeri avviasse la pratica virtuosa del risarcimento dei danni subiti dall’Inps per le tante irregolarità di gestione di società dissestate, all’occorrenza, assumendo iniziative giudiziarie. Siamo a disposizione per qualche segnalazione. Anzi, una l’abbiamo già comunicata direttamente al presidente, ma ignoriamo se sia stata gradita e se abbia provocato l’iniziativa virtuosa che auspichiamo.

Per entrare nel merito dei conti presentati nel rapporto, proponiamo all’attenzione di Boeri due considerazioni. La prima riguarda i numeri e la precisazione doverosa che le circostanze di fatto, su cui si basano le previsioni, in 20 anni e più, possono cambiare. Anzi, cambiano di sicuro, e non appare ragionevole adottare regole rigide a circostanze eccezionali, che si dovrebbero governare e contenere, invece di avere una visione dello Stato e delle sue funzioni e orientare, in conformità, la vita e le scelte dei cittadini. Come vorrebbe la Politica. La seconda considerazione riguarda l’identità nazionale, la tradizione, l’essenza di una civiltà, che non può e non vuole essere massificata. D’emblée. Per scelte altrui, subite dai cittadini italiani, per assenza della Politica. Diversamente da come la vede Boeri.

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