Berlusconi all’uscio del salotto buono mondiale


Berlusconi ha sconfitto Vivendi – Bollorè, che ha chiesto la resa con l’onore delle armi. Non sembra che Berlusconi sia intenzionato a concederla, pur senza negarla espressamente, perché è ben consapevole che il pirata Bollorè vive secondo le leggi della Tortuga.

Nel corso del conflitto è emersa gradualmente la posta in gioco tra i due contendenti: il controllo di una parte consistente dell’informazione europea, in alleanza con il salotto buono della finanza mondiale.

Berlusconi si è dimostrato più abile di Bollorè e ha giocato meglio le sue carte sui vari tavoli della partita, senza esaurire la scorta. Quali siano le carte ancora nelle mani di Berlusconi, si vedrà. Di certo, non si tratta soltanto di Mediaset, essendo in gioco, con il mercato nazionale ed europeo dell’informazione, la politica delle alleanze nazionali ed europee, come dimostra anche la recente nomina di Lasorella alla presidenza dell’Agcom, formalmente scelto da Conte, in realtà frutto di un accordo multicolore.

La politica interna ed estera si confonde così con l’informazione, ben più di quanto sia mai avvenuto in passato. Quanto pesi l’informazione sulla politica, si è visto molto bene nei mesi di emergenza sanitaria.

Le iniziative di Berlusconi nei prossimi mesi, assunte sulla base di fattori noti e meno noti, uno dei quali è il fattore tempo, saranno politiche e imprenditoriali, tendenti al conseguimento di uno status nel salotto buono (che lo ha maltrattato per tanti anni).

Berlusconi dovrà bussare con i piedi, per il carico di doni che dovrà portare con le mani, sapendo, però, che i suoi interlocutori non sono persone tenere e che hanno disponibilità finanziarie eccedenti i suoi doni.

Berlusconi proverà ad offrire un work in progress, consapevole, sia lui, che gli interlocutori, che il lavoro potrà durare a lungo e potrà essere completato da altri, allo stato non espressamente impegnati.  

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