Benedetta economia

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Innocenzo Cipolletta, che è persona seria e preparata, ritiene che, per sostenere l’economia, sia necessario rilanciare la domanda interna. Quindi più consumi. Alberto Quadrio Curzio ribatte che “Per tornare a correre serve più estero” e indugia in cabine di regia per l’internazionalizzazione e partenariato pubblico-privato. Altri ancora argomentano sulla inadeguatezza dei fattori di produttività totale. Quindi più investimenti. Come al solito, la verità è nel mezzo. La domanda interna è scemata perché il paese si è impoverito e chi doveva investire non ha provveduto, soprattutto in infrastrutture, materiali e immateriali, e gli investimenti premiano l’esportazione che si riverbera sul Pil e quindi incentiva la domanda di consumo. Non c’è politica economica a senso unico. Anche il Quantative Easing, che aumenta le risorse finanziarie a disposizione (direttamente di pochi soggetti) non è la panacea di tutti i mali. E Draghi, prima di adottare la decisione, l’ha detto in tutti i modi. Senza reattività delle istituzioni, politiche ed economiche, e delle imprese, non ci sarà ripresa. L’Italia va male, malgrado l’abbondanza di risorse, perché i protagonisti “stanno alla finestra”. Sostanzialmente perché sono imbecilli. Chi deve intervenire dall’alto per fare il mestiere altrui? Benedetta economia!

 

 

 

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