Bankitalia, vigilanza addio

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La Banca d’Italia è nella bufera. Di nuovo. In passato è stato Renzi a levare il dito accusatore. Gentiloni, invece, a dispetto del suo passato di contestatore di sistema, è stato molto compiacente con il settore bancario (ha regalato le Banche Venete a Intesa San Paolo).

Ora, Di Maio e Salvini, con toni diversi, hanno annunciato una Commissione di Inchiesta sulle banche, affidata a Gianluigi Paragone, senatore del M5S, e si propongono di intervenire (ancora non hanno detto come) nella compagine di Banca d’Italia per rinnovare la struttura.

Già si levano gli scudi, da parte della stampa antigovernativa, a favore dell’autonomia e dell’indipendenza della Banca Centrale. Come si articoli esattamente, e con quali finalità, questa pretesa autonomia, però, dalla stampa e dal sistema bancario, che controlla Bankitalia (i controllati che controllano il controllore!), non è meglio precisato.

Ricordiamo che la Banca d’Italia non batte più moneta, si divide la vigilanza di settore con l’istituto europeo, non si è rinnovata, dopo lo svuotamento dei poteri, nemmeno come istituto di cultura aperto al pubblico o, quanto meno, agli operatori professionali. Lo diciamo con cognizione di causa. Però, continua, in teoria, a rispondere degli interessi pubblici affidati al suo controllo. Anzi, su questa questione degli interessi pubblici bisogna fare chiarezza.

Gli interessi pubblici nel settore bancario si manifestano sostanzialmente in due modi: nel momento in cui un istituto pubblico o privato, affidatario, a sua volta, di funzioni pubbliche (le banche, tanto per non andare lontano), richiede informazioni o consulenza alla Banca Centrale; nel caso della denuncia di un privato cittadino, utente del sistema, nei confronti di una banca fedifraga.

In questi casi, di solito la Banca d’Italia risponde al fiducioso utente con una lettera prestampata, indirizzata, o meno, anche alla banca denunciata, a seconda delle circostanze, declinando la propria competenza in materia. Sostiene che si tratta di una controversia tra privati, estranea, in quanto tale, alla propria sfera di azione. Magari la banca denunciata alla sua autorità ha compiuto nefandezze in serie a carico dell’utenza oppure ha pregiudicato gravemente la propria gestione. La risposta non cambia. Forse, dal sito, dovrebbe essere cancellata la parola “vigilanza”.

 

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