Banche Venete, un conflitto inatteso

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Un Giudice del Tribunale di Roma, in sede penale, ha messo in discussione con un provvedimento fortemente innovativo la validità della cessione di Veneto Banca a Banca Intesa, nei termini decisi dal Governo e divulgati dalla stampa: 1 euro a fronte della titolarità di rapporti giuridici correnti (di cui, però, non è nota al pubblico la consistenza patrimoniale). Posto che i crediti deteriorati della banca dissestata sono stati scorporati dalla gestione, con una decisione politica che ha fatto discutere, per essere affidati ad una bad bank, ora vicina ad un accordo con la società di recupero dei crediti SGA Spa, nota per essersi occupata efficacemente in passato del recupero dei crediti del Banco di Napoli.

La reazione di Banca Intesa non si è fatta attendere. Prontamente un comunicato della Direzione ha precisato, con una certa verve polemica, che l’operazione ha costituito “una risposta urgente e concreta alla necessità di evitare effetti dirompenti per l’economia del Paese e i gravi riflessi sociali che sarebbero altrimenti derivati soprattutto nelle aree del Nord Est del Paese e salvaguardando così gli affidamenti, depositi e il posto di lavoro di migliaia di persone” e ha  annunciato azioni legali di contrasto del provvedimento. Si vedrà presto, presumibilmente, se la decisione del Giudice di Roma è destinata a tracciare un solco nella giurisprudenza in materia bancaria, oppure no. Di certo, il comunicato di Banca Intesa non ha fatto appello ad argomenti giuridici, ma politici, che dovrebbero rimanere fuori dalle aule di Giustizia. Nei Tribunali si rende giustizia in base alla legge, di cui è legittimo verificare anche la conformità alla Carta fondamentale, la Costituzione, ma non, in ipotesi, alle decisioni del Governo o dei Partiti. Per non tornare indietro di oltre 70 anni, quando l’invasività del Governo autoritario di allora non risparmiava sollecitazioni (o imposizioni) a nessuno.

Ai giudici dell’Italia costituzionale e repubblicana si richiede, in piena conformità alla disciplina normativa della Carta, soggetta al controllo popolare (anche tramite la stampa), che la legge venga applicata, uniformemente ed efficacemente. E’ vero che spesso le prassi sono zoppicanti, ma ciò non toglie che l’azione dei cittadini e dei Tribunali possa essere correttiva delle scelte discutibili della politica. Per completezza, noi abbiamo scritto più volte che le nuove regole scritte per le Banche in Europa non ci convincono e che il dibattito pubblico è necessario. Il tema dell’economia e del credito, di cui il risparmio è l’ingrediente primario, influenzerà la vita delle prossime generazioni di italiani più di quanto sia mai successo e i cittadini non possono sentirsi estranei a vicende che li toccano da vicino.

 

 

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