Banca d’Italia: stretta di Barbagallo sui NPL, più tutela al risparmio

palazzo_della_banca_ditalia_perugia

Centinaia di miliardi di crediti bancari in sofferenza (Npl) offerti al miglior offerente. Di solito a prezzo di saldo, dal 5 al 15 per cento, ma con prospettive di affari mai viste. In pochi mesi, varie volte il capitale investito, che consente alle società acquirenti altri investimenti e altri profitti e, in certi casi, la prospettiva della quotazione in Borsa sulla base di margini caratterizzati dalla unicità e quindi dalla non ripetibilità del risultato economico. Materia di interesse dei risparmiatori e della Consob. I prospetti di quotazione dovranno essere molto trasparenti su questo aspetto, perché il rischio concreto (non di mercato, per intenderci, vista la prevedibilità) riguarda la flessione o il crollo del business delle società nuove di listino, con conseguente crollo del titolo azionario, nel frattempo sottoscritto dai risparmiatori. Carmelo Barbagallo, Capo della Vigilanza in Banca d’Italia, ha capito molto bene che il mercato dei Npl rischia di diventare una ennesima occasione di sconfitta del risparmio e, diplomaticamente, nel corso di un convegno, ha avvertito che le banche devono sapere bene quello che vendono e adeguare il prezzo.

carmelo-barbagallo

Il Sole 24 Ore, meno diplomaticamente, scrive “Certo non si tratta di un lavoro semplice per le nostre banche, i cui modelli organizzativi non hanno mai avuto al centro la delicata fase del recupero dei crediti. La migliore gestione interna delle sofferenze implica infatti l’attivazione di competenze specialistiche, organizzative e tecnologiche nuove”. Se così fosse, le banche avrebbero fallito completamente la loro funzione, che consiste nell’affidamento di crediti (destinati agli investimenti e, quindi, allo sviluppo, nel caso delle imprese) sostenuti dalla garanzia del successo, prima di tutto, e del recupero, in caso di insuccesso. Sostenere che le banche non sono attrezzate per il recupero, significa sostanzialmente che le banche hanno concesso male i crediti, tout court.

Noi crediamo, invece, che le banche abbiano al loro interno personale qualificato, ambito, infatti, anche dalle società cessionarie dei Npl, che, comprando crediti e personale, sostanzialmente si sostituiscono alle banche, privatizzando il risparmio dei piccoli investitori. Che spesso non vengono informati. Ben venga, quindi, l’allarme di Barbagallo, che non si limita alla vigilanza del settore, ma si estende, di fatto, alla tutela del risparmio.    

Conversazioni

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *


*

Leggi gli altri articoli
giornali-sole-24-ore_Fotolia_672
Economia, Primo Piano / La crisi del Sole 24 Ore