Atlantia declassata a junk

La sede di Autostrade durante il consiglio di amministrazione di Atlantia, Roma, 22 agosto 2018. ANSA/ANGELO CARCONI

Le agenzie di rating hanno declassato il livello della quotazione di Atlantia, holding di Autostrade, a junk (spazzatura), per il rischio di revoca della concessione, annunciata più volte dal crollo del ponte Morandi e ribadita nel decreto Milleproroghe.

Il risultato di esercizio di Atlantia, nel 2018, ha esposto ricavi per oltre 11 miliardi, gran parte dei quali derivanti da Autostrade. I margini sono del tutto idonei alla restituzione del debito di circa 38 miliardi, che appesantisce non poco la struttura patrimoniale. Se, però, venissero meno i ricavi di Autostrade, per la revoca della concessione, la società non ce la farebbe a rispettare gli impegni. Questo, in sostanza, è il messaggio delle agenzie di rating.

Alcuni soci istituzionali, allora, hanno messo mano alla penna, per lamentarsi con Bruxelles della violazione delle regole da parte dello Stato italiano. E’ circolata una bozza della lettera, di cui il Sole 24 Ore ha riferito alcuni passaggi, uno dei quali riguarda la scarsa prevedibilità della normativa nazionale e la materia degli investimenti esteri, che risulterebbero compromessi dalla revoca della concessione.

Nella bozza ci sarebbe anche il riferimento ad una precedente procedura di infrazione intrapresa dalla Commissione Ue per violazione del principio “pacta sunt servanda”, quando Antonio Di Pietro era ministro delle Infrastrutture.

Insomma, la materia è calda e rischia di diventare incandescente, perché gli interessi in gioco non si limitano agli investimenti dei soci istituzionali. Il flottante di Borsa, infatti, supera il 45 per cento del capitale, ha pagato le azioni in base alle previsioni di ricavo e di distribuzione dei dividendi e non ha alcuna voce in capitolo.

Si riproduce anche qui il capitolo doloroso delle acquisizioni a leva, che avvantaggiano i gruppi di controllo, responsabili delle scelte, e svantaggiano i piccoli soci, che dalle scelte sbagliate di gestione possono soltanto perdere e non ricevono assistenza dalle autorità preposte.

Conversazioni

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *


*