Astaldi nel mirino di Goldman Sachs

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Il Gruppo Astaldi opera nel settore delle costruzioni, da quasi un secolo, in Europa, in America e in Africa ed è dotato di know How e di un notevole avviamento, in virtù del quale ha acquisito anche di recente commesse significative in vari Paesi. Tuttavia, Goldman Sachs, secondo la ricostruzione di Bloomberg, rilanciata dal Sole 24 Ore, ha scommesso sul suo default ed ha eseguito operazioni sul titolo, tendenti ad acquisire guadagni speculativi nel breve periodo. Astaldi non ha gradito e ha presentato un esposto alla Consob, di cui, allo stato, non si conosce il contenuto, né l’esito.

La notizia finisce qui, ma merita di essere commentata perché la notorietà e la credibilità internazionale della Banca, che ha “scommesso” sul futuro del Gruppo Astaldi, potrebbero influenzare, in effetti, il mercato finanziario e l’avviamento del Gruppo, che di questo potrebbe essersi lamentato con la Consob. Ci siamo soffermati più volte sulla differenza tra attività speculativa (lecita) e attività di influenza del mercato (illecita), spiegando che la speculazione deve essere una vera e propria scommessa, di solito a breve termine, sulla base degli elementi noti a tutti gli operatori. Se la conoscenza dei fattori di rischio o di successo è limitata artificiosamente, la speculazione diventa altro ed è pratica illecita sotto vari profili, civili, concorrenziali, eventualmente penali.

L’insider trading è reato da molti anni anche in Italia, anche se finora le indagini, che richiedono, oltre alla competenza specifica, un altro grado di collaborazione tra Consob e Procura, sia della Repubblica, che della Corte dei Conti, per le materie di interesse, ad esempio il danno erariale, non sono mai veramente decollate. Eppure, alcune operazioni di Borsa degli ultimi anni, che hanno provocato perdite di risparmio (a favore di qualcuno, perché il corso altalenante di Borsa è sempre foriero di perdite e guadagni), meriterebbero di essere indagate e contestate.

Una Procura ha indagato, in solitudine, su un presunto maxi caso di influenza del mercato finanziario, attribuendo ad alcune società di rating attività incongrue con i dati disponibili e, quindi, con ciò, eccedenti la funzione, meramente informativa. La difficoltà della denuncia del malaffare si deve, spesso, alla dimensione e alla complessità delle gestioni societarie e alla indisponibilità degli amministratori a fornire le notizie circostanziate necessarie per distinguere il lecito dall’illecito. Il Presidente in carica della Consob, Mario Nava, ha promesso discontinuità. Speriamo che mantenga.       

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