Aspetti inediti e non indagati della corruzione

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Il Procuratore Generale della Corte dei Conti non perde occasione per ricordare che la corruzione è particolarmente consistente negli appalti pubblici e non è scevra di complicità con la malavita organizzata. Il che significa varie decine di miliardi ogni anno sottratti agli investimenti, al Pil e all’occupazione. Come l’Inps oberato dalla Cassa Integrazione può testimoniare.

Lilli Gruber, nella nuova veste di interlocutrice dei lettori di 7 a guida Severgnini, ha messo a confronto il costo delle opere pubbliche in Italia, Spagna, Giappone, Stati Uniti. In Italia cifre da capogiro si perdono lungo la strada. Ma, avverte Lilli Gruber, la corruzione in Italia è “difficilissima da stimare perché difficilissima da indagare”. Noi non siamo molto d’accordo che sia così difficile da indagare (le evidenze di molti fatti di corruzione sono macroscopiche) e non pensiamo comunque che la corruzione si limiti agli appalti pubblici. In altri settori l’attività illecita può assumere una diversa qualificazione giuridica (in concreto, il reato può presentarsi diversamente, ma non per questo è meno grave e meno perseguibile).

Lilli Gruber a Otto e mezzo

Pensiamo, ad esempio, ai tanti crediti inesigibili delle banche di ogni tipo e dimensione, ai cosiddetti Non Performing Loans – Npl. 200 o 300 miliardi, non si sa esattamente, i numeri continuano a ballare. Acquartierati da anni nelle tasche di amici a cui sono stati elargiti con disinvoltura da dirigenti compiacenti delle banche. Mai veramente richiesti in restituzione, i Npl vengono ora ceduti a prezzo di saldo (al 10 o anche al 5 per cento) e incassati dalle organizzazioni acquirenti, banche improvvisate, spesso estere, fondi e società “capaci” della riscossione. Che ovviamente si “accontentano” del 40 o 50 per cento del credito, realizzando in pochi mesi 4, 5 o 10 volte il denaro investito. Nel giorni scorsi il fondo impegnato nel soccorso delle banche venete ha acquistato 10 miliardi a 450 milioni.

Vorremmo saperne di più sulla organizzazione, sull’impegno di spesa richiesto per la riscossione e, in seguito, sul risultato economico. Così come, vorremmo sapere perché c’è tanta discrezione sui debitori inadempienti, i cui debiti, in base alla legge, potrebbero essere offerti in vendita prima ai creditori delle banche. Poi pensiamo alle 1000 (il dato è del 2009, copy right Corriere della Sera) imprese predate con perdite miliardarie a carico dei risparmiatori, per lo più piccoli azionisti. Privi di tutela, pubblica e privata. Tutto “normale”? Nessuno ha “guadagnato”, a parte gli effettivi percettori (rappresentati da amministratori infedeli) e i professionisti partecipanti a vario titolo? Ci viene da pensare a reati gravissimi, che colpiscono al cuore l’economia del Paese, provocando disoccupazione e onerando Inps e Fisco, ma che non vengono perseguiti. Oltre che alla violazione del diritto al risparmio, tutelato dalla Costituzione, e ad illeciti civili non sanati.

Ecco, la materia è più complessa e più nefasta di quanto al cittadino venga detto. Ne potrebbero parlare di più Lilli Gruber e Beppe Severgnini, che hanno molto ascolto e non solo su 7.

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