Accordo Nissan Renault a rischio

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L’accordo NISSAN – RENAULT è a rischio di rottura. Si tinge così di un altro elemento il giallo della fuga di Carlos Ghosn, ex amministratore delegato, dal Giappone.

Nel corso della conferenza stampa da Beirut, dove ha trovato rifugio al termine della fuga rocambolesca, Ghosn ha parlato di sé stesso, della durezza della giustizia giapponese e dei dissidi tra le due anime del gruppo automobilistico. Ha detto molto, ma non tutto. A tratti, le sue dichiarazioni sono sembrate allusive. E, ora, le prospettive di divorzio tra NISSAN e RENAULT assumono concretezza nella denuncia del nuovo portavoce giapponese.

La rottura non sarà indolore per le due società, anche se non ci sono notizie precise sull’avanzamento dell’integrazione produttiva.

L’attività di un grande gruppo industriale inizia, di solito, con la ricerca e la distribuzione, per approdare nella produzione e nello scambio di Know How, una volta che l’affidabilità reciproca sia stata verificata sul campo. Ci vogliono anni, se si tratta di una vera Joint Venture, con controllo condiviso. Così come – incidentalmente – ci vorranno anni per la fusione produttiva tra FCA, Ex FIAT, e PSA, i cui effetti si rifletteranno in tutti gli stabilimenti del mondo. E quindi anche in Italia.

Non ci sono notizie verificate che nella rottura tra NISSAN e RENAULT abbia svolto un ruolo l’ambiziosa industria automobilistica cinese, aiutata dal vento favorevole della politica imperialista di Pechino, che in Europa esercita una moral suasion fin troppo sentita. Lo sapremo presto.

 

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