9 miliardi alle imprese esportatrici, Simest da record


Simest registra numeri da record nel 2021, diventando la punta trainante per tuta Cassa Depositi e Prestiti. Nel 2021 sono più di 9 i miliardi in risorse mobilitate, un valore superiore al 115% rispetto al 2020, tanto che gli esperti lo definiscono un record storico.

In Italia sono state circa 11 mila le aziende (96% PMI) che hanno beneficiato delle erogazioni ed altri aiuti attuati da Simest. Un valore immenso, da cui sono sottratti i 750 milioni di finanziamenti già deliberati in ambito Fondo 394, in gestione congiunta con il Ministero degli Affari Esteri (nell’ambito del Pnrr).

L’attuale bilancio di numeri e finanziamenti fa intendere le volontà di Simest: essere al centro del sistema produttivo italiano ed elemento di differenziazione nelle strategie del Paese.

L’ente, grazie all’accordo con il MAECI (Ministero Affari esteri e cooperazione internazionale), è diventato una “macchina” d’eccellenza per il sostengo all’export italiano, che nell’ultimo anno ha registrato numeri da record assoluto a livello non solo italiano ed europeo, ma anche mondiale (se rapportato in percentuale al PIL). Lo stesso sostegno si registra anche nei confronti degli obiettivi di intenazionalizzazione italiana.

Proprio sull’export, Simest ha erogato cifre superiori ai 4 miliardi di euro (+277% rispetto al 2020), non solo come finanziamenti e risorse Pnrr, ma anche in partecipazioni nel capitale delle imprese.

Al fianco dei finanziamenti ed emissioni di liquidità in genere, Simest registra il record positivo principale: un utile nei risultati economici per circa 4 milioni di euro e margini di intermediazione superiori ai 40 milioni.

Questi dati si inseriscono in una strategia che il Sistema Paese ha iniziato ad avviare sull’onda della ripresa economica del 2021 e che potrebbe – salvo complicazioni geo-economiche come la questione ucraino-russa – sviluppare la capacità economica e competitiva del sistema produttivo, economico e finanziario italiano. Il trend è avvalorato anche dalla maggiore attenzione per la sicurezza economica nazionale, in termini non solo di strategia, ma anche di deterrenza finanziaria.

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