Vivere filosoficamente

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I filosofi sono tornati di moda. Hanno sostituito psicologi e sociologi, che per decenni hanno occupato giornali e televisioni. Si vedono e si sentono. Sempre di più. Donne e uomini. Le donne spesso indossano occhiali colorati, scrivono su giornali ad ampia diffusione e si segnalano, oltre che per un soggiorno, più o meno lungo, alla Sorbona, per idee decisamente disallineate. Anche gli uomini non sono da meno, quanto ad amenità.

Tutti e tutte accettano con nonchalance la qualifica di filosofo o filosofa, come se fosse un titolo (del tipo, avvocato, ingegnere, professore, ecc.). Le idee professate devono essere eccezionali, comunque diverse. Non si può essere filosofi e pensarla come gli altri. Anche i luoghi comuni (che non mancano, anzi) sono presentati come il tripudio della riflessione personale, esito di una lunga e sofferta meditazione.

Il principe dei filosofi continua a essere Cacciari, pensatore politico di lungo corso, approdato dal Movimento Studentesco del 68 in Parlamento, nella Sinistra dell’epoca, e poi Sindaco di Venezia per vari mandati. Ospite indefesso di talk show. Molto apprezzato per la normalità scientifica a cui ricorre per enunciare le banalità gradite al conduttore o alla conduttrice di turno. Lilli Gruber è una sua fan.

Cacciari parla con semplicità, ma scrive in modo assai complicato. Provare per credere. Non è una critica. E’ una constatazione, affermata dallo stesso Cacciari, che, quando scrive, si rivolge ai pochi, pazienti scrutatori della profondità del pensiero, soggetta ad interpretazioni, da quella autentica a quelle di scuola. Anche Cacciari ha una specificità fisica, i capelli neri, ma di un nero intenso (alla sua età, non più giovane), che non è frutto di artifici – come viene precisato dal titolare – rispetto alla barba speziata. Si è distinto nell’ultimo anno anche un giovane filosofo politico contro corrente, marxista a tutto campo, Diego Fusaro. Data la giovane età, dato l’eloquio ricercato, filosofico, lo vedremo a lungo.

I filosofi, come si vede, non mancano, ma, a Napoli, la Biblioteca dell’Istituto Italiano di Studi Filosofici, nota nel mondo, curata da Gerardo Marotta per oltre 50 anni, è a rischio di smembramento. Nessuno si è dato pensiero di sostenerla o, almeno, di ricollocarla dignitosamente. E’ ben vero che Napoli è una città che vive filosoficamente. Ma un po’ di impegno delle istituzioni, delle associazioni di settore e dei liberi pensatori ricchi non guasterebbe. L’Istituto è dotato di un patrimonio immateriale, oltre che materiale, meritevole di tutela e di diffusione, a condizioni di mercato. Per le opportune verifiche, noi mettiamo a disposizione – gratuitamente – la capacità dei nostri professionisti di riferimento.

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