Con il virus cambia il modo di pensare oltre che di fare

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Il coronavirus è arrivato anche in America, e i cittadini sono corsi alle armi. Letteralmente. I negozi di armi sono stati “assaliti” da persone smaniose di armarsi contro le insidie di altre persone, magari dei vicini di casa con cui hanno avuto sempre buoni rapporti. Si sono armati gli orientali, che temono di essere considerati gli untori. Si sono armati i benestanti, che temono di essere rapinati dai meno abbienti. In Italia, invece, le Forze dell’Ordine hanno avvertito il calo dei reati cosiddetti predatori, in favore dei conflitti domestici e delle liti nelle file dei supermercati. E’ il caso di dire, in questo caso, che tutto il mondo non è paese. Le strade nelle città, in questi giorni, non sono perlustrate dai mendicanti di ogni tipo ed etnia, per forza di cose. Manca la materia prima, il passeggio degli elemosinieri. Resiste qualche mendicante stanziale, che teme di perdere la fruttuosa postazione e continua a farsi vedere, a futura memoria. Magari munito di guanti e mascherina. La pandemia sta facendo emergere o riemergere inclinazioni e manifestazioni che, fino a pochi giorni fa, sarebbero state considerate deprecabili e politicamente scorrette. Alcuni programmi televisivi sono interessanti per questo, perché documentano un’Italia diversa, migliore e peggiore. Ne parleremo.

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