Vieni a ballare in Puglia, Puglia, Puglia..

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Terra di ulivi secolari, di olio che pizzica sulla lingua, di pizzica, di focacce, taralli e panzerotti, di mare caraibico ma soprattutto di gente che si sa divertire. Mi sono sempre chiesta: ma come faranno? Il segreto sarà forse in ciò che mangiano? Chissà.

La cucina pugliese è piena, pulita, riesci a distinguere bene i sapori, semplice di ingredienti ma ricca nel condimento. Primi, lieviti e pesce sono il loro forte, sui dolci non so, devo ancora trovarne uno che mi faccia impazzire. Una cosa è certa in Puglia la frutta e la verdura hanno tutto un altro sapore.

Per questo, in uno dei miei innumerevoli viaggi nel tacco del Bel Paese, ho intervistato una giovane imprenditrice agroalimentare, che ha ereditato l’azienda di famiglia.

 

Identikit

Nome: Marenza Messere

Età: 35 anni

Origine: Bari

Nome azienda: Biomes- biologico Messere (località Loconia)

Dipendenti: da 4 a 15 (in tempo di raccolta)

Ettari: circa 90 fra frutteti (principalmente pesche, di varie tipologie come la percoca e la pesca ghiaccio, albicocche e susine), grano duro e ulivi di oliva coratina (considerata la signora cultivar pugliese, tipica del barese e del foggiano, è quella che dà il piccantino e l’amaro in bocca).

 

Come mai hai deciso di intraprendere questo lavoro così bello, perché a contatto con la natura e le sue stagionalità ma sotto certi aspetti anche molto duro immagino?

Dopo la laurea conseguita in Scienze della Comunicazione presso La Sapienza di Roma e aver svolto qualche lavoretto qua e la in giro per l’Italia, ho capito che avevo un tesoro fra le mani da poter far fruttare e proprio dentro le mura di casa. L’azienda adesso è alla terza generazione, e prima di me è sempre stata in mano a mio padre Ruggero e mio zio Domenico, che ancora oggi lavorano con me e poter continuare la tradizione di famiglia mi riempie di orgoglio.

 

É stato difficile all’inizio?

Devo ammettere che non è stato facile. La sveglia la mattina suona alle 5 in tempo di raccolta e a me piace seguire tutto il ciclo, dalla raccolta alla vendita, quindi le serate pugliesi da tutti decantate si sono drasticamente ridotte soprattutto nel periodo estivo, che è il periodo d’oro per la raccolta delle pesche ad esempio. Per lo stesso motivo mi è ormai impossibile programmare una vacanza a luglio o ad agosto.

In più sono una donna e mi duole dirlo, il nostro ruolo soprattutto nello scambio commerciale con i grossisti è ancora sottovalutato e ricco di pregiudizi. Ma la professionalità e il tempo premiano sempre.

 

Che innovazioni ha apportato all’Azienda Messere la tua giovane presenza?

Bè l’innovazione è stata apportata sia da me che dal Mercato, che oggi ci richiede standard sempre più elevati sia di qualità che di tecnica; ad esempio abbiamo iniziato a coltivare Bio, la nostra agricoltura bio di albicocche ad esempio è certificate Icea (Istituto per la certificazione etica e ambientale). Le nostre pesche sono a residuo “0” ovvero al momento della raccolta vengono analizzate e non presentano tracce di fitofarmaci questo le rende adatte anche per la preparazione di omogeneizzati per bambini.

Per ridurre l’impatto ambientale inoltre abbiamo introdotto l’impianto di irrigazione sottotraccia, in parole semplici i tubi passano sottoterra e non c’è dispersione di acqua.

 

Prospettive future: cosa c’è ancora da migliorare?

La nostra attività più delle altre risente dei cambiamenti climatici e oggi più che mai ne siamo schiavi, le stagionalità di una volta sono un sogno, oggi una forte grandine estiva, come quella dello scorso agosto, in 10 minuti può distruggere il lavoro di un anno intero. Urge quindi ricorrere ai ripari, costruendo delle coperture antigrandine ad hoc che evitino questo dispendio di tempo e denaro ma sono molto costose ancora.

 

Progetti futuri?

Mi piacerebbe aprire la mia azienda a scuole e asili per far toccare con mano cosa vuol dire raccogliere una pesca e tutto quello che c’è intorno. Mi piacerebbe commercializzare succhi 100% frutta bio. In più vorrei passare dalla vendita ai grossisti ai venditori al dettaglio, per permettere al frutto di rimanere sull’albero fino al giusto momento di maturazione. Adesso c’è un passaggio in più, dal grossista al dettaglio e spesso siamo costretti a cogliere il frutto ancora non perfettamente maturo.

 

Marenza è una ragazza solare, socievole e molto accogliente, come accoglienti sono tutti i pugliesi devo dire. Qui la conoscono tutti, quindi se vi capita di passare da queste parti, zona Loconia frazione di Canosa, chiedete di lei e vi accoglierà a braccia aperte per fare un tour degustativo fra una pesca e un tarallo nelle sue aperte campagne assolate. E’ molto suggestivo. Viva la Puglia!

 

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