Una legge per vietare la vivisezione


Giorni fa si sono tenute in varie città italiane manifestazioni contro la vivisezione, un tema di attualità. Ha senso la vivisezione oggi con tutti i progressi ottenuti nella scienza, fisica, biologia e medicina nell’ultimo secolo? La vivisezione è autorizzata in vari paesi del mondo. In Italia è regolata dal D.L. 116 del 1992, che cita:  “Attuazione della direttiva n. 86/609/CEE in materia di protezione degli animali utilizzati a fini sperimentali o ad altri fini scientifici”… si parla di “protezione” di animali quando questi esseri sono sottoposti a torture che NON necessariamente portano a benefici della comunità?

La vivisezione oggi è monopolio delle multinazionali, che mirano a immensi profitti con minimo spreco (di guadagni loro s’intende!) sfruttando esseri senzienti.E’ stato provato nel corsi degli anni che gli animali sono esseri senzienti, e cioè provano piaceri e dolori come gli esseri umani.
Venendo da una famiglia da sempre Liberale vorrei citare una dichiarazione di Jeremy Bentham (1748-1832), un filosofo ed attivista inglese di principi liberali ed uno dei primissimi promotori di diritti animali e diritti civili degli omosessuali nonché del femminismo (il concetto della “gender equality”, e cioè che al di là del sesso noi donne abbiamo diritto agli stessi privilegi, benefici e doveri come gli uomini).

Bentham, nel lontano 1789, disse che “l’abilità a soffrire, e non l’abilità a ragionare, dovrebbe essere il parametro”, o quello che disse fu “la linea insuperabile”.   Mentre Bentham non fu contrario a sperimentazioni con l’utilizzo degli animali – a patto che “avesse uno scopo determinato, e fosse di beneficio all’umanità…” sostenne però che “ogni atto che, senza prospetti del bene comune, procuri deliberatamente dolore e sofferenza in qualsiasi essere è un atto di crudeltà.” Sono passati oltre 200 anni da quella dichiarazione di Bentham.

Il mondo è cambiato, noi siamo cambiati e associazioni, organizzazioni che promuovono il benessere animale proliferano in tutto il globo.  Forse qui si trova la chiave al problema della vivisezione?Come dice il Professore di legge dell’Università Rutgers (USA) Gary L. Francione (un vegan da molti anni), dobbiamo cambiare “il modo in cui pensano le persone” in quanto spesso la regolamentazione porta allo sfruttamento.

Infatti, è oramai evidente che coloro quali (volontari autodidatti, che si chiamano “cani sciolti”, associazioni animaliste, ecc.) che si adoperano per “il benessere animale” spesso cadono nella trappola tesa dal concetto che sia “accettabile che gli animali siano utilizzati a scopi scientifici a patto che siano trattati con compassione”. Compassione nell’infliggere dolore e sofferenza?!   INACCETTABILE per me, una Liberale ed animalista!  Molte di queste associazioni animaliste sia in Italia che all’estero accettano e promulgano “campagne sicure” pur di poter avere i fondi/donazioni necessari per continuare ad esistere come associazione/organizzazione…

Purtroppo gli esseri non umani sono diventati “comodità economiche” alla mercé delle multinazionali, di ospedali, di centri di ricerca, di agricoltori, di persone fisiche.  Finché ad un essere non umano viene riconosciuto lo “status di proprietà” non sarà MAI possibile abolire la vivisezione!  Il suddetto “status di proprietà” equivale al diritto di un latifondista con schiavi afro-americani nel profondo sud degli USA oltre 100 anni fa a sfruttare i suoi schiavi per il proprio profitto! Inoltre la vivisezione NON da garanzie di cure mediche, trattamenti medici, medicamenti sicuri per l’uomo!  Ci sono molti altri metodi scientifiche per la sperimentazione di cure, prodotti, medicine per l’utilizzo umano ed animale: in vitro, su cellule asportate da esseri (umani e non) morti, nanotecnologia, ecc…

L’uomo/la donna della strada penserà che chi si batte per vietare la vivisezione non abbia altro a cui pensare se si dedica ai diritti degli animali (parlo di DIRITTI e NON benessere animale!).  Beh, non è proprio così!  Chi pratica i principi liberali nei rapporti di convivenza e dunque di tolleranza e di non violenza nella propria vita e nelle sue relazioni con altri (che siano bipedi o quadrupedi o pennuti o acquatici) è fisiologicamente disposto a battersi per i diritti degli animali.  Ho partecipato alla manifestazione nazionale a Roma (Piazza della Rotonda – il Pantheon) contro il “Green Hill” a Montechiari (BS) insieme al Segretario Nazionale del Movimento Liberale Antiproibizionisti (MLA) Edoardo de Blasio.  In questa occasione come in moltissime altre manifestazioni a favore dei nostri amici animali era presente con alcuni dei suoi dirigenti e militanti.  Questa nuova associazione politica liberale sostiene fermamente “l’abolizione totale” della vivisezione in Italia.Stranamente ho trovato poco nei siti web italiani su CHI sta dietro questo Auschwitz di dolore animale di Montechiari.  Come mai?  Manca in Italia la trasparenza nelle informazioni diffuse sia per i media sia per internet!  Spesso le informazioni fornite al popolo italiano sono di parziali!

Marshall Farm Inc. è il proprietario americano di Green Hill.  Ha centri di allevamenti animali per vivisezione in Europa (quella in Italia, Montechiari [BS], è la più grossa dell’Europa), in USA (nello stato di New York), in Cina, Corea del Sud (in Cina ed in Corea del Sud la carne di cane è considerata una delicatezza per usi afrodisiaci!  In Corea del Sud, i gatti vengono fermentati in decotti sempre per scopi afrodisiaci!  Questi cani e gatti sono soggetti a torture prima della loro macellazione per garantire il massimo concentrato di ormoni nella loro carne!!) ed India.  Ma Marshall Farm Inc. NON è l’unica ente che opera in Italia per incassi notevoli dalla vivisezione!  Ci sono centinaia di Università in Italia (compresa l’Università di Sacro Cuore di Roma e la Sapienza) e dozzine di ditte italiane che praticano la vivisezione.  In ogni Regione d’Italia ci sono dozzine e dozzine di strutture pubbliche/private che praticano la vivisezione con grandi profitti!

Il fatto che la vivisezione sia permessa è la prova concreta che la diffusione del concetto di “benessere animale” porti SOLO allo sfruttamento degli animali stessi, come dice Prof. Gary L. Francione.  Bisogna lavorare per I DIRITTI degli esseri non umani per poter aver garanzie sul rispetto e salvaguardia di TUTTI gli esseri viventi.
Al contrario di molti “animalisti italiani”, NON promuovo “l’amore per gli animali”. Io sostengo ed esigo invece IL RISPETTO per tutti gli esseri viventi.  Questo NON perché sono un amante degli animali, ma perché credo fermamente che chi fa del male ad un essere senziente senza il dono della parola (un animale da laboratorio potrebbe essere paragonato ad un bambino, un anziano che soffre dall’Alzheimer) sarebbe capace di fare del male, di nascosto, ad un essere umano.  I profilers della FBI sostengono da anni che il serial killers incominciano la loro “carriera” di carnefici dalle torture degli animali.

Allora coglierei quest’occasione per invitare animalisti italiani a NON sfruttare la questione vivisezione per attirare attenzione alla propria organizzazione ma di UNIRE gli sforzi nazionali e locali per ABOLIRE la vivisezione in Italia attraverso leggi apposite.  Dobbiamo ABOLIRE la vivisezione con il sostegno dei nostri concittadini tramite campagne di informazioni a tappeto e NON solo con “proteste folcloristiche” sulla piazze.
E se, con tempo e coerenza, riuscissimo ad abolire (e NON regolamentare!!!!) la vivisezione, sicuramente potremo creare una società migliore per i nostri figli e nipoti ed amici non umani!

di Josephine Scandi

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