The Iron Lady

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Mancava, alla cinematografia contemporanea, il racconto di uno dei più grandi personaggi della storia della Gran Bretagna e del mondo. The Iron Lady, nelle sale dal 27 gennaio scorso, è l’affresco storico e biografico della femminilità al potere incarnata da Margaret Tatcher. La storia e la biografia, appunto, caratterizzate però da un approccio molto particolare dell’autore di questa pellicola. Probabilmente ispirato anche da una ispiratissima Maryl Streep, Phyllida Lloyd ha saputo dotare di ulteriore personalità il personaggio più discusso e controverso della politica del secolo passato.

Il volto segnato dal tempo di Lady Maggie è verosimile. Verosimile è la drammatica decadenza che appartiene solo a coloro che hanno vissuto molto del loro tempo sotto la lente di ingrandimento di un intero Paese e del mondo. Il film affronta con commovente delicatezza la vicenda personale della perdita di Sir Denis, marito sempre dedito e fedele della lady di ferro, a cui la protagonista non sembra volersi arrendere. La protagonista non sembra volersi arrendere all’assenza di una figura per lei immancabile, fin dai tempi del primo debutto in società ed in politica. Sulle prime, la vicenda strettamente sentimentale e quella legata alla malattia di un’ormai anziana signora, potrebbe sembrare prendere il sopravvento sull’intera narrazione del film. In realtà, Denis è la chiave di volta attraverso la quale, e a partire dal quale, si dipanano i ricordi dell’ascesa verso il successo politico di Maggie.

Prima donna, la Lady di ferro. Prima donna a sedere nel parlamento britannico. La prima ad innovare una delle maggiori espressioni del conservatorismo europeo, quello inglese. Poi la scommessa: la candidatura a Downing Street. Il successo, e tutte le immancabili difficoltà di chi tiene le redini di un Paese. In ogni passaggio del film, di successo in successo, la fragilità della donna Tatcher appena si intravede. E non appare forzata né artificialmente ricostruita.

La incredibile caparbietà di chi ha votato la propria esistenza alla Nazione, non oscura le peculiarità di quella che è anche una madre e una moglie del tutto fuori dal comune; seppure al contempo vicinissima alla figura odierna della donna occidentale. La forza di Margaret Tatcher non sta nel comportarsi come un uomo. La politica, non è una cosa per uomini. Non è solo per uomini.

Volendo restare per un momento avulsi dal contesto storico degli anni difficili in cui Maggie si trovò a governare (e da quello culturale di una delle nazioni da sempre più “evolute” dal punto di vista della considerazione sociale del ruolo femminile) il grande merito del film e del personaggio Tatcher ivi narrato, è forse quello di veicolare il convincimento che sia possibile governare, prendere decisioni fondamentali, acquisire i consensi ed affrontare i drammi del dissenso, prescindendo dall’appartenenza a un genere o ad una classe. Per dirla in altri termini: nè “come fosse un uomo”, né “come fosse una donna”. Come Margaret Tatcher.

SCHEDA FILM

REGIA: Phyllida Lloyd
SCENEGGIATURA: Abi Morgan
ATTORI: Meryl Streep, Jim Broadbent, Harry Lloyd, Richard E. Grant, Olivia Colman, Ronald Reagan, Roger Allam, Nicholas Farrell, Julian Wadham, Anthony Head
PAESE: Gran Bretagna 2011

 

di Misha Maisky

 

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