STABILIZZAZIONI RICERCATORI PRECARI: INCONTRO TRA CNR E SINDACATI PER DECIDERE LA STRATEGIA.

precari-cnr

Il 2 maggio scorso, si è svolto, a Roma, un incontro tra le organizzazioni sindacali e il Consiglio Nazionale delle Ricerche. Si sono riuniti per discutere e decidere una strategia per l’applicazione dell’Art. 20 del Decreto Madia, sul superamento del precariato nelle Pubbliche Amministrazioni. Problematica quanto mai urgente e di complessa risoluzione.

Il Presidente del CNR, il prof. Massimo Inguscio, nel suo intervento in apertura all’evento, ha voluto illustrare la proposta dell’Amministrazione a riguardo.  Questa si basa, sostanzialmente, sull’assunzione automatica nel 2018 – senza necessità di graduatorie, né di distinzione di profilo e indipendentemente dalla sede di lavoro – di tutti i dipendenti con 3 anni di anzianità a tempo determinato, e quindi di 725 unità di personale. Per una spesa pari a 36 mln annui. Da aggiungere poi i circa 64 dipendenti a tempo determinato assunti per chiamata diretta. I restanti 24 mln, rispetto ai circa 60 a regime, verrebbero utilizzati per programmare 450 assunzioni, ripartiti in concorsi per aree scientifiche. E con la richiesta di ulteriori risorse aggiuntive al Governo.

L’esigenza è, inoltre, quella di procedere non oltre la fine dell’anno, termine entro il quale dovranno essere impegnate tutte le risorse a disposizione (quelle derivanti dal Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri in aggiunta al 50% tramite cofinanziamento). A tutte le organizzazioni sindacali è stato chiesto successivamente di esprimere le proprie posizioni a riguardo.

Mentre la maggioranza dei sindacati partecipanti ha appoggiato la proposta di procedere all’individuazione dei 725 precari  tramite un’unica graduatoria (formata sulla base dell’anzianità complessiva maturata sia con contratto a tempo determinato (anche di un solo giorno), sia con contratti flessibili), la UIL RUA ha rappresentato una voce fuori dal coro.

Così facendo infatti,  sostiene quest’ultima, avverrebbe uno scavalcamento dei precari “misti” e una violazione della legge. Nonché una lesione dei diritti dei dipendenti.

Per questo la UIL ha voluto proporre la propria strategia alternativa, con l’obiettivo di ridurre ancor di più il numero complessivo di precari e allo stesso tempo utilizzare tutte le risorse assegnate con DPCM e con un cofinanziamento minimo da parte del CNR del 50%. Per un totale di 1129 unità stabilizzate e un costo totale di 57 mln.  A questi poi, si andrebbero ad aggiungere ulteriori unità grazie anche ad una serie di posti liberatisi da cessazioni dal servizio avvenute nel 2017 e non preventivate (altri 434 posti). (Per maggiori dettagli si consiglia di leggere il comunicato stampa redatto dall’organizzazione sull’evento: com-19_cnr_5-5-2018_incontro-cnr-oo-ss-stabilizzazioni_).

Se anche la proposta di UIL RUA si differenzia positivamente, nei contenuti e nei risultati, da quella delle altre sigle sindacali, la decisione finale è ancora da prendere, tenendo conto di una maggiore propensione del Presidente ad accogliere una proposta basata su un’unica graduatoria. Ma il sindacato ha già promesso che continuerà a battersi per arrivare all’obiettivo della piena stabilizzazione di tutti i lavoratori interessati. E per coinvolgere quanto più personale possibile, e renderlo partecipe dell’importanza di questa decisione, ha organizzato oggi, 9 maggio, un’Assemblea che avrà come focus proprio l’argomento, tanto caldo quanto impellente, delle stabilizzazioni.

Conversazioni

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *


*