Sicilia: no all’autonomia di inquinare quando si possono risolvere in maniera conveniente i problemi legati agli RSU

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La Regione Sicilia ha un importante primato in termini ambientali: non ha inceneritori e per una Regione che punta sulla qualità ambientale, sui suoi prodotti agroalimentari e sul turismo, l’assenza di ciminiere fumanti dà tranquillità a cittadini e visitatori.

Il problema dei rifiuti, però, esiste ed è ricomparsa l’idea di costruire almeno 2 inceneritori La proposta è arrivata dalla Regione, con il consenso di Confindustria ma ha visto contrari Legambiente ed il Ministro Costa, che spinge invece sulla differenziata oggi inefficiente, che rappresenta la base del problema in quasi tutta l’Isola. Questo conflitto rischia di provocare uno stallo, poiché per mettere in funzione un inceneritore i tempi sarebbero molto lunghi, oltre al fatto che servirebbero ingenti risorse che pagheranno in cittadini.

Il problema dei rifiuti va diviso in due parti: una attiene ai rifiuti urbani – gli RSU-, l’altra a quelli industriali e non possono essere confusi tra di loro.

Per gli RSU esistono innumerevoli esempi di buone pratiche di raccolta, selezione e riciclo che non necessita incenerimento ma impianti di trattamento della FORSU, per produrre biogas ed un digestato di pregio da usare come emendante di terreni aridi e, nel caso della plastica, il riuso dopo un passaggio nei centri di selezione. Centri che sono ad alta intensità di lavoro e creano occupazione diffusa.

I centri di termodistruzione, invece, sono valutabili per cicli di produzione industriale che non possano avvalersi di tecnologie diverse se non quello dello smaltimento a discarica, ormai vietato dalla normativa UE.

Gli impianti di biogas da FORSU e di riciclo della plastica, anche in prodotti combustibili, sono costosi ma generano reddito dalla vendita dei prodotti e quindi la Regione può avere un ruolo sia nella programmazione per la collocazione degli impianti sia nel garantire i finanziamenti per la costruzione e l’avvio dei diversi impianti. Il tutto con programmi di medio e non di lungo termine come nel caso degli inceneritori. Inoltre con il biometano ricavato dal biogas si possono rifornire i mezzi pubblici con un ulteriore beneficio in termini di qualità ambientale.

In Italia vi sono oltre 1500 impianti di biogas, di cui 9 da FORSU, a dimostrazione di una tecnologia ormai consolidata ed in Sicilia solo 2 degli oltre 60 centri del COREPLA. Viene da chiedersi: perché la Sicilia non si mette al passo  delle altre Regioni?

La posizione del Ministro Costa è sostanzialmente una posizione di buon senso verso soluzioni percorribili, poiché, per quanto riguarda gli inceneritori, l’unica cosa certa è che non è prevedibile una data di funzionamento.

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