Sesso in azienda

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La finanza non è bigotta, né sessista, è soprattutto guardona. L’amore tra colleghi e, un po’ meno, tra dirigenti e dipendenti, è consentito, ma va dichiarato. Non ci sono dettagli sulle modalità della dichiarazione. Scritta, verbale, scarna o ricca di dettagli? Le istruzioni variano.

Ufficialmente, l’esercizio del controllo serve a scongiurare i conflitti di interesse. In effetti, serve ad acquisire dati sensibili. Non si sa mai. In teoria, la prassi dell’autodenuncia viola varie leggi, dalla privacy al comportamento antisindacale, ma le contestazioni interne stentano a decollare, per il timore del licenziamento e per la prospettiva delle ritorsioni in famiglia.

Perché quasi tutte le relazioni d’ufficio sono liaison dangereuse. Quindi, la clandestinità è la regola, fino alla spiata o al ricatto, in caso di abbandono. La segretaria personale (per chi ancora ce l’ha) di solito è complice, salvo che non sia segretamente innamorata del capo o della capa, nel rispetto della modernità e delle aperture su tutti i fronti.

Se la relazione diventa impegnativa e si giunge alla rottura, possono essere guai. Dipende dall’azienda, dalla posizione interna dei trasgressori, dalla concorrenza o dalla compiacenza dei colleghi.

Insomma, viste le variabili indipendenti, se deve diventare una fatica, meglio evitare. Oppure, orientarsi verso il settore pubblico, dove c’è molta più comprensione.

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