Royal Wedding, una visione politica

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Harry e Megan finalmente sposi! Lui è, ovviamente, un ottimo partito, e lei è una bella ragazza, probabilmente scaltra e munita di buoni propositi, comunque una commoner (di provenienza, dal giorno delle nozze è duchessa). Ci sono tutte le premesse per una intensa storia d’amore e tutte le ragioni per crederlo. Ma bisogna aggiungere che si tratta anche di una grande prova di democrazia per la casata regnante inglese e di una pubblicità, quanto mai tempestiva, per il Regno Unito, in caduta libera dal disgraziato referendum, indetto (cecità della Politica!) per consolidare il Governo conservatore e la permanenza nell’Unione Europea, sottoposta ai colpi di maglio dei fautori della Brexit.

Insomma, se Megan non fosse capitata per caso sulla strada di Harry, come è molto probabile che sia stato, bisognava inventarla. La Regina Elisabetta, che ha già battuto, per durata del Regno, la sua antenata, Regina Vittoria, ha dimostrato, nell’amministrazione della “ditta” (come il Regno viene chiamato nel gergo dell’upper class britannica), una capacità e una lungimiranza, adeguate ai tempi, più uniche che rare. Pensiamo alla morte di Diana, per molti versi ancora misteriosa, e pensiamo se queste nozze, benedette dalla Regina, che, quanto a good manners, non fa sconti a nessuno (famoso l’episodio del tè con l’ambasciatore cinese), potessero essere celebrate soltanto 20 o 10 anni fa.

Non è trapelata una parola critica da Buckingham Palace sulle abitudini della famiglia allargata di Megan. La mancata partecipazione dei membri, meno paludati, alla cerimonia nuziale è stata motivata da malori o da “precedenti irrinunciabili impegni”. La familiarità della consuocera con la disciplina Yoga è oggetto di benevoli considerazioni sulle mode salutistiche degli estroversi “cugini” americani, che, per diversità di tradizioni, non si dedicano alla equitazione e alla caccia (che hanno costituito passatempo reale fino a non molto tempo fa).

L’intelligenza e le capacità di Governo di Elisabetta naturalmente non hanno nulla a che vedere con la bonomia, che non sembra un tratto caratteristico della sua personalità. L’unica, perdurante, indulgenza che le viene attribuita è nei confronti di Charles, primo figlio, scalpitante erede in pectore, integrato nella famiglia soprattutto per l’amore verso i cavalli. God bless the Queen!  Dio doni lunga vita alla Regina e salverà, così, dalla disgrazia, anche la casata britannica.    

 

 

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