RIFIUTI A ROMA: LA RAGGI ALLONTANA LA PUZZA SENZA RISOLVERE I PROBLEMI.

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L’ordinanza emanata nella giornata di ieri in tema di rifiuti, dal Sindaco Raggi, individua il sito di Saxa Rubra e consente ad AMA di passare i rifiuti dai camion che effettuano la raccolta a quelli incaricati di portarli negli impianti di trattamento, e sarà realizzato su alcuni dei terreni comunali di via Maurizio Barendson e Via Silvio Gigli.

“Il trasbordo  dovrà avvenire senza deposito dei rifiuti a terra e prevedendo tutti i presidi necessari ad evitare qualsiasi nocumento alla popolazione e all’ambiente”. Inoltre, precisa il documento, “il quantitativo di rifiuti sottoposti a trasbordo non deve superare le 300 tonnellate giornaliere e l’area dovrà essere delimitata e presidiata, prevedendo attività di pulizia (manuale e o meccanizzata) giornaliera a fine servizio.
“Gli effetti del presente provvedimento – recita ancora il testo – in coerenza con la sua natura contingibile e urgente, dovranno limitarsi al tempo strettamente necessario all’individuazione delle più opportune soluzioni idonee al superamento delle criticità in essere e, comunque, ad un periodo non superiore a 180 giorni dall’entrata in vigore della presente ordinanza”.

Purtroppo però la questione resta aperta, in quanto 300 tons al giorno non risolvono i problemi della raccolta degli RSU a Roma che non raggiunge il 50 % di differenziata. Mancano i siti di differenziamento e quelli di compostaggio della FORSU. Viene da chiedersi se la Sindaca Raggi non avesse contezza del problema quando si è insediata e dove siano gli impianti di trattamento della raccolta non differenziata.

Quello che rimane è solo l’onerosissimo costo di trasporto fuori Regione, soluzione contraria a qualsiasi logica di buon governo che potrebbe invece prendere ad esempio quanto già fatto in altre Regioni con la produzione di BIOMETANO dalla FORSU e Combustibili solidi Secondari (CSS dal rifiuto plastico), con adeguati impianti di trattamento degli RSU.

Eppure da parte della Regione Lazio un segno di vita c’è stato, con la pubblicazione dell’ordinanza del 10/06/2019 – “Disposizioni per il rilascio delle autorizzazioni di competenza non statale di attività di recupero di rifiuti non pericolosi”, con produzione di biometano da biogas che comprende anche la FORSU: una soluzione di sistema integrato che potrà portare a produzione di BIOMETANO utilizzabile per scopi diversi, compreso l’autotrazione.

Questi impianti prevedono una procedura complessa di autorizzazione con tempi non immediati: quanto durerà la fase di emergenza prima che si creino i centri di utilizzo e valorizzazione energetica della FORSU romana?

La soluzione sarà visibile ben oltre il tempo residuo della permanenza di questa Giunta al Comune di Roma. Allora, forse, è il tempo di pensare ad un progetto complessivo regionale sotto un’Autorità di Governo che non risenta delle variabili delle stagioni elettorali.

Costruire impianti, infatti, è un problema si solo uso di tecnologie consolidate per quanto attiene i biodigestori per la produzione di biogas come pure la sua purificazione in BIOMETANO. Gli Enti Locali del Lazio ne dovrebbero stabilire solo la localizzazione, con la prospettiva di ridurre i tempi di trasporto delle RSU, per poi costruirli e metterli in funzione in funzione, mentre la Giunta Raggi si potrà dedicare ad altri problemi più semplici per rendere decorosa la vita in questa Città.

 

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