RIFIUTI A ROMA: dalle promesse della Giunta Raggi all’insopportabile puzza che ha invaso la Capitale.

rifiuti

Camminare per le strade di Roma in estate è per i cittadini un gravissimo disagio, per la quantità di rifiuti ammucchiati nei pressi dei cassonetti. La situazione è la stessa in tutti i quartieri della città, di giorno e di notte, e non cambia neanche nei pressi delle strutture pubbliche, come ospedali o scuole. A regnare è un intollerabile cattivo odore ed, insieme, il sentore comune di essere vittime di un raggiro politico. La domanda più frequente, chiacchierando con i passanti, è “perché dobbiamo pagare la TARI?”.

L’ultima ordinanza della Regione sul tema, che apre ad altri siti regionali il trasporto dei rifiuti da Roma, non sta affatto risolvendo l’indegno ‘spettacolo’ e, soprattutto, non sembra risolutiva nel lungo periodo, in quanto, per ora, non vi sono progetti per centri di trattamento dell’indifferenziata.

Mentre in molte Regioni, i Comuni hanno affidato l’indifferenziato a Centri di trattamento, la Giunta Raggi ha spostato la sua attenzione verso la raccolta porta a porta, per poi trasferirla all’estero.

Da tempo i cassonetti della plastica sono i meno svuotati, segno della crisi del settore rifiuti, che manda in discarica quasi 100.000 tonnellate l’anno di prodotto (secondo i dati COREPLA), oppure ricorre all’incendio dei depositi.

La soluzione al problema non può prescindere dalla definizione di un programma di costruzione di centri per la selezione e il trattamento dei rifiuti, da dare in affidamento ad un nuovo soggetto (pubblico o privato), che lasci all’AMA la sola incombenza della raccolta e del conferimento ai centri. Quello che è certo è che, con le normative vigenti, sarà difficile arrivare ad una soluzione per Roma.

Una strada potrebbe essere la nomina di un Commissario governativo con ampi poteri e risorse in materia, che individui i siti per la costruzione dei centri di selezione e trattamento, con annessi impianti per la produzione di biogas da FORSU e/o trattamento della plastica per farne Combustibili Secondari, come previsto già da precise norme tecniche dell’UNI- Ente Nazionale Italiano di Unificazione.

Ma senza una collaborazione da parte del Parlamento e del Governo, di intesa con Regione e Comune di Roma Capitale, è improbabile che si possa uscire da questa maleodorante situazione. Che altro non è che il frutto di una responsabilità collettiva delle forze politiche che hanno governato Roma negli ultimi anni.

Conversazioni

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *


*

Leggi gli altri articoli
telese
Cultura e società / Tutti contro tutti a Matrix