RICERCATORI PRECARI VERSO LA STABILIZZAZIONE: IN ARRIVO LE MANIFESTAZIONI DI INTERESSE

Foto Roberto Monaldo / LaPresse28-10-2011 RomaInterniManifestazione e sciopero nazionale del pubblico impiego della Uil Nella foto Un momento della manifestazionePhoto Roberto Monaldo / LaPresse28-10-2011 RomeUIL union, demonstration and national strike of public sector In the photo A moment of demonstration

Dopo mesi e mesi di attività di pressione da parte dei sindacati di categoria, un importante traguardo è stato raggiunto in favore della stabilizzazione dei ricercatori precari italiani: il 23 ottobre, sulla Gazzetta Ufficiale, è stato pubblicato il tanto atteso Avviso di manifestazione di interesse per l’assunzione a tempo indeterminato presso il Consiglio Nazionale delle Ricerche.

Gli interessati, in possesso dei requisiti richiesti e già assunti a tempo determinato tramite procedura concorsuale, avranno tempo fino al prossimo 7 novembre per presentare la richiesta (esclusivamente tramite procedura informatica).

Non tutti i precari, però, sono legittimati a presentare la domanda di manifestazione di interesse. Ad esempio, il bando esclude coloro che, pur avendo i requisiti richiesti, sono in servizio con una contratto a tempo indeterminato al CNR, oppure in un’altra amministrazione pubblica (stabilizzabile in un livello superiore corrispondente all’attività svolta nel periodo del precariato). A questo proposito è intervenuto il sindacato UIL-RUA, che nel comunicato relativo all’argomento (61_com_uil-rua_cnr_28-10-2018_manifestazioni-dinteresse), fornisce una serie di consigli a coloro che si trovano esclusi, come l’invito a ricorrere al più presto al TAR del Lazio.

Il segnale, indubbiamente positivo per i numerosi ricercatori che potranno ambire a raggiungere una situazione lavorativa stabile, va a compimento di una iniziativa portata avanti dal passato Governo, ma che sembrerebbe rientrare anche negli intenti dell’attuale governo dei 5 Stelle, da sempre a favore della stabilizzazione della precarietà, che per questo non dovrebbe creare porre resistenza.

Al contrario, la speranza dei lavoratori e dei sindacati è che, a partire dalla prossima legge finanziaria, le risorse necessarie vengano devolute finalmente in favore del CNR e degli altri Enti Pubblici di Ricerca, affichè possano operare con profitto in un contesto europeo sempre più sviluppato e competitivo.

 

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