Ricerca scientifica sotto controllo

battiston

In Italia anche la ricerca scientifica deve essere autonoma. Almeno secondo il Corriere della Sera, che, in un articolo a firma di Carlo Rovelli, sostiene l’autonomia della ricerca dalla “logica degli schieramenti politici”, per protestare contro il licenziamento improvviso di Roberto Battiston dal vertice dell’Agenzia Spaziale.

Non conosciamo la vicenda nei dettagli e, quindi, non assumiamo una posizione a favore o contro la persona di Battiston, ma escludiamo che la ricerca scientifica possa essere affidata, nel migliore dei casi, agli orientamenti personali di un tecnico.

Un Paese come l’Italia non si può permettere la ricerca in tutti i settori della scienza, pena l’approssimazione e, quindi, di fatto, l’incompetenza e l’arretratezza. L’Italia deve scegliere dove investire, con quali obiettivi e con quali prospettive di successo rispetto alla competizione internazionale.

Per primeggiare, ci vogliono concentrazione e risorse. Il settore spaziale, tra l’altro, è particolarmente esposto al contagio informativo, a favore e contro le agenzie nazionali, che, per prima cosa, devono rispondere alle direttive della politica, nazionale ed estera. Tutto il contrario di quello che sostiene Carlo Rovelli.

La ricerca non è la magistratura, che, poi, non è del tutto autonoma, dovendo rispondere alla legge della sua attività. Se la politica non è in grado di esercitare le scelte e proteggere i suoi investimenti in persone e strutture, come è avvenuto frequentemente in passato, è un altro conto. Non per questo, però, si può pensare che la politica dello spazio italiana possa dipendere dalle competenze, se non dagli orientamenti, di una persona.

 

 

Conversazioni

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *


*