Quando l’uomo volle farsi dio


Intendiamoci, non siamo teologi e non pratichiamo la meditazione religiosa. Siamo, però, rispettosi della natura e degli esseri viventi che la abitano, uomo compreso, e crediamo nell’equilibrio delle cose.

La natura non può sopraffare l’uomo, né, viceversa, l’uomo può violentare la natura. La deve rispettare e trarne le risorse che gli consentono di vivere ed evolversi. Oggi, questa legge è saltata.

L’uomo è asservito al progetto dei cambiamenti climatici, che prima si chiamavano effetto serra, ma non facevano appeal. Sostanzialmente, per quel poco che si capisce, il globo si starebbe surriscaldando per colpa dell’uomo, che produce, si riscalda e usa mezzi di trasporto, aerei e terrestri, e nel 2050, se non nel 2100, con questo andamento del clima la temperatura si alzerebbe.

La risposta degli scienziati è: limitiamo la produzione, i viaggi e l’evoluzione dell’uomo, togliendogli cibo, confort e spazio. Se poi, tra 50 o 100 anni, il clima non cambia, chissenefrega, nel frattempo saremo tutti morti (magari di inedia, per i sacrifici voluti dagli gnomi dei cambiamenti climatici), come diceva Keynes dei programmi a lungo termine.

 Se, per caso, qualche fede vacilla, si produce una Grete Thunberg, che va in America sul veliero di Casiraghi, un noto eremita che ha abdicato ai piaceri della carne per dedicarsi allo spirito, e torna con volo di linea in business class. Se non basta una Grete, si produce una Licypriya, giovanissima attivista climatica (ha 8 anni e si occupa con successo di clima da quando ne aveva 6).

Nel frattempo, si diminuisce la produzione di tutto, anche di cibo, le compagnie aeree vengono finanziate a buffo, perché l’apparato deve vivere alla grande a prescindere (commissari di nomina politica compresi, caso Alitalia), e le autovetture, che finalmente hanno raggiunto prezzi accessibili a molti, vengono ibridizzate. E i prezzi aumentano.

 Ovviamente, il progetto sul clima non si evolve di risorse proprie. Paga proseliti, nella politica e nei giornali, perché il verbo sia diffuso e le risorse vere siano indirizzate a favore di qualche felice esploratore climatico. Prossimamente diremo la nostra, finché si potrà, su altri snaturamenti, spacciati come “naturali”.     

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