Quando il trono serve


Il principe Andrea, secondo figlio maschio della Regina d’Inghilterra (che nel mondo piace), è un noto tombeur des femmes e, per aggiungere una tacca al suo già nutrito taccuino dei successi amorosi, farebbe qualsiasi cosa. Perfino invitare nottetempo una famosa e bellissima modella per farla sedere sul trono di mammà. La notizia non è rimasta confinata tra le mura di Palazzo. Chissà quale invidioso scudiero ha tradito la fiducia del focoso nobiluomo. Che, diversamente dalla Regina, non gode di particolare buona fama per la condotta disinvolta con il gentil sesso e qualche gaffe con il protocollo di Corte. Si sa che i reali per definizione non sono commoners, ma non si deve dire, e non bisogna dare l’impressione che ci sia, tra il trono e il popolo, tutto questo gran distacco. A rischio dell’appannaggio, che viene spalmato su tutta la Royal Family, a condizione che si comporti bene o benino e che partecipi a qualche noiosa cerimonia. Andrea è munito di un bel guardaroba e non lesina partecipazioni, ma pretende anche il suo spazio personale, che, all’occorrenza, difende a brutto muso. Come è successo quando è rimasto coinvolto nello scandalo Epstein, il miliardario americano affascinato dalle Lolite (morto misteriosamente in carcere). Il principe è andato in Tv “per chiarire”, probabilmente contro il parere degli avvocati, memori di storie antiche, ed è apparso reticente e, quel che è peggio, altezzoso. Non saranno i comportamenti improvvidi di Andrea a minare la fiducia degli inglesi nella Corona. Ma, quando la Regina Elisabetta (tra molti anni, le auguriamo) non ci sarà più, qualche problema potrebbe esserci. In fin dei conti, l’Inghilterra ha già avuto una rivoluzione. E Carlo I, oltre alla Corona, perse anche la testa. Non per una modella.

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