Progetto HIT: una campagna creativa per contrastare l’odio sociale


Il modo di comunicare nell’era dei social network è cambiato. Anche l’austera informazione istituzionale ha ceduto al suo fascino, privilegiando, sempre più frequentemente, la diffusione delle notizie attraverso Facebook, Instagram e Twitter, invece dei canali televisivi tradizionali.

Uno degli scopi è raggiungere la maggior parte del pubblico. Ci vuole un attimo per creare il proprio profilo on line e interagire con la vastità degli utenti connessi alla rete, rendendo tutto più pratico ed accessibile.

Ma ogni medaglia ha il suo rovescio. E tutti i giorni assistiamo a fenomeni di discriminazione on line e leggiamo commenti gonfi d’odio sociale. Soprattutto i più giovani (ma non solo), ignorano gli effetti devastanti che possono scatenare le loro azioni nei confronti degli individui più fragili, oppure solo perché “diversi”.  

Ed è proprio in questo contesto che opera il progetto finanziato dalla comunità europea “HIT – Hate Interrupter Teams” per promuovere l’uguaglianza e la tutela dei diritti umani all’interno dell’Unione: “le parole di odio inquinano le nostre vite. Si può essere bersagli di parole di odio per i più svariati (e futili) motivi, perché neri, perché bianchi, perché grassi, perché magri, perché gay, perché poco alla moda, perché non abbastanza bravi a pallone, perché di una religione diversa, perché di un’opinione diversa, perché immigrati”.

L’Italia è tra i partner che hanno ideato e promosso il progetto attraverso l’iniziativa virtuosa delle organizzazioni non-profit che operano all’interno della comunità europea per tutelare i diritti umani.

Tra i principali protagonisti c’è l’associazione culturale MULAB, rappresentata da Enzo Pellegrini, che svolge attività di ricerca, sviluppo e formazione nel settore dell’industrie culturali e creative e raccoglie al suo interno professionisti dello spettacolo e operatori culturali.

Ma contrastare ed arginare la diffusione dei fenomeni d’odio sociale, soprattutto in rete, non è un’impresa facile. E Mulab sembra aver trovato un modo efficace per veicolare il giusto messaggio: “insegniamo a ragazzi, nella fascia di età compresa tra i 16 e i 24 anni, come sviluppare una propria consapevolezza e sensibilità nei confronti delle diversità, attraverso una modalità differente, prevalentemente ludica con la realizzazione di campagne creative”, dice Pellegrini, “Il concetto alla base è proprio questo: i ragazzi creano dei prodotti che promuovono il rispetto delle differenze”.

Per questa iniziativa Mulab ha scelto di operare presso il Centro Giovanile “Il Cantiere” nel Comune di Monterotondo perché “a Roma c’è una grande offerta, ma nei piccoli centri urbani i progetti di questo genere non sono molti ricorrenti e spesso non arrivano. Inoltre, a noi piace sviluppare le nostre attività fuori dal contesto prettamente scolastico.”

Valorizzare e rispettare le diversità attraverso lo scambio e la condivisione delle esperienze personali dei ragazzi. Così, agisce l’organizzazione di Pellegrini, in modo di favorire la conoscenza delle diverse tradizioni culturali, affinché ogni ragazzo possa dare il suo contributo agli altri.

Anche la Redazione del NuovoMille.it sostiene e promuove il progetto HIT.

Una società che non rispetta i diritti fondamentali delle persone non può essere definita tale ed è compito di ciascuno dare il proprio contributo per sconfiggere l’odio e l’intolleranza.

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