Polemica 16 – Parole in libertà di…


Adriano Celentano, cantante, uomo di spettacolo, imprenditore e manager di successo, ama l’improvvisazione e la naturalezza, o almeno ama darne l’apparenza, per accreditare l’immagine di ragazzo della via Gluck. La cementificazione, riguardante le case altrui, è da sempre un suo tema prediletto, così come lo spauracchio della catastrofe nucleare, che fa tanto tendenza tra la gente bene. L’energia potrebbe costare meno alle industrie (che protestano, ma non propongono soluzioni), se la produzione italiana fosse stabile e significativa, consentendo investimenti o una migliore remunerazione dei fattori produttivi, tra cui il personale dipendente?

Celentano ricorda ai lettori dell’Espresso del 2 giugno 2011 che: “Chernobyl è rimasta una fornace radioattiva che si spegnerà solo tra 25 mila anni. Per far sì che le radiazioni non si espandano gli scienziati hanno dovuto far costruire un immenso sarcofago (l’immagine di morte non poteva mancare, ndr.) di cemento (guarda caso, di nuovo l’orrida sostanza, ndr.) e tuttavia ancora oggi permane un grande problema: gli scienziati sovietici (qualcuno gli dica che l’unione sovietica non esiste più, ndr.) sono preoccupati dall’idea che il nucleo del reattore possa fondere e contaminare la falda acquifera sottostante”.

Però non tutto va male, infatti in Italia, prosegue il nostro: “Pisapia e Grillo rappresentano oggi gli unici due pilastri su cui poggiare le basi per il grande cambiamento … ma la strada sarà lunga e tortuosa … avranno bisogno di un terzo elemento, un vero rivoluzionario che loro due dovranno diligentemente seguire con umiltà … se pensate che stia parlando di me vi sbagliate di grosso … certo potrei essere io ma sono troppo vecchio ormai … comunque sarà senz’altro uno che non potrà essere diverso da me…”. I pilastri Pisapia e Grillo sono avvertiti, non si rivolgano a Celentano che non è disponibile per raggiunti limiti di età, ricerchino però il vero rivoluzionario che le circostanze richiedono e attingano alle rispettive scorte di umiltà in attesa della rivoluzionaria illuminazione. Quanto a Chernobyl, l’esauriente intervista del prof. Franco Battaglia pubblicata sul sito rende ragione delle profezie di morte del ragazzo della via Gluck

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