Omicidio Sarah Scazzi, Coppi non crede nella colpevolezza di Sabrina e Cosima

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Per l’omicidio di Sarah Scazzi, la cittadina adolescente di Avetrana, in effetti poco più che una bambina, sono state condannate definitivamente all’ergastolo la zia Cosima Serrano e la cugina Sabrina Missori, che stanno scontando la pena nel carcere di Taranto. Franca Leosini, giornalista e grande protagonista di Storie Maledette, che va in onda da più di 20 anni con lo smalto della prima ora, le ha intervistate e, in conclusione dell’incontro, si è dichiarata profondamente turbata. In questi termini, sui casi trattati, la giornalista esperta non si era mai espressa.

Cosima e Sabrina potrebbero essere incorse in un clamoroso errore giudiziario. Effettivamente, in base alla ricostruzione curata dalla trasmissione, le prove che hanno segnato il destino processuale delle due imputate non sembrano ineccepibili. Tanto più che il marito e padre, Michele Missori, personaggio enigmatico, che – secondo la moglie Cosima – non sa parlare, ma sa pensare, ha confessato, ma non è stato creduto.

Chi, più di tutti, crede nella innocenza delle due donne condannate è il loro avvocato, Franco Coppi, giurista insigne, professionista noto e impegnato in grandi processi, che non si è fatto una ragione della condanna. E lo ha dichiarato a Storie Maledette con linguaggio semplice, appassionato, inusuale per un avvocato, che ne ha viste tante. In seguito al processo, amareggiato dalla condanna, Coppi aveva addirittura pensato di spogliarsi della toga, quasi per protesta, per richiamare l’attenzione sul caso. Salvo ripensarci, perché, da avvocato, può fare molto di più, che da pensionato, per tentare di rimediare all’errore giudiziario.

Chi scrive, studente, a suo tempo, di Giuliano Vassalli, indimenticato giurista, che negli ultimi anni della sua vita ha partecipato agli incontri organizzati dal Nuovo Mille, disse, nel corso di un intervento, che “la giustizia sceglie i suoi”. E’ vero, ma non è esattamente quello che un cittadino si aspetta dalla applicazione della legge, in una repubblica costituzionale, e offriamo l’ospitalità del giornale per aprire un dibattito sul tema.

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