Non saranno i talk show a proteggere le donne europee

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La notizia è stata divulgata con qualche giorno di ritardo. Le redazioni dei giornali hanno stentato a credere che fosse possibile. Un attacco organizzato al cuore della civiltà europea, all’affermazione di un conquistato diritto di parità della persona nel momento della festa, della leggerezza.

E’ possibile che anche le autorità competenti, di pubblica sicurezza e di rappresentanza politica, abbiano voluto raccogliere le idee e presentarsi al pubblico con i fatti e con i rimedi. Finora l’unico rimedio a Colonia è stato il licenziamento del capo della locale polizia. Poi è cominciata la ridda delle ipotesi, delle attribuzioni di responsabilità, dei commenti e delle analisi. Continueranno a lungo, anche perché non si può escludere che la razzia non si riproponga sotto altre vesti. Non più o non solo attacchi alle donne. Perché si può pensare che sia stata una prova generale di organizzazione.

In Germania, ma anche in altre città europee, come sta venendo fuori, a stento, perché le vittime si vergognano o hanno paura. I banditi le hanno derubate, sanno chi sono, è probabile che le abbiano minacciate. E’ il momento di non cedere alla paura. E’ il momento della consapevolezza della propria civiltà, dell’attaccamento alle proprie tradizioni conquistate nel corso dei secoli. Non si può accettare che vengano sbaragliate in una notte. E’ evidente che la rappresentanza politica locale e nazionale in Europa ha sbagliato nelle analisi e nella proposta. Ed è altrettanto evidente che il rimedio non verrà dai talk show.

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