Marron Glacè: Olè!

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Oramai il Natale è alle porte. Eh si, ce ne siamo accorti. Sarà perchè c’è chi fa il “simpatico” e inizia a pubblicare il countdown da settembre o perchè ci sono quei negozi che da circa due mesi già illuminano le loro facciate con luci accecanti. Ma perchè?

Il Black Friday quest’anno è stato anticipato, per incentivare l’acquisto prematuro anche dei regali di Natale, ma perchè?

E’ sempre tutta una corsa all’anticipo e al risparmio, quest’ultimo comprensibile, ma perchè non invogliarlo nei giusti tempi?

Il pane per essere infornato ha bisogno di attendere i giusti e lunghi tempi di lievitazione, così come il ragù, perchè sia degno di tale nome, richiede una lenta e bassa cottura, altrimenti è carne trita con un pò di sugo.

E allora perchè il Natale non può aspettare? E’ davvero tutto riconducibile solo ad una questione economica? Io non ci credo che, come qualcuno sostiene, i negozi illuminati a festa a ottobre incassino dippiù, a me non invogliano ad entrare, anzi, mi mettono ansia e basta.

Comunque, per chi ci crede, il Natale ha tutto un altro significato e questa corsa al consumismo fa un pò sorridere e un pò tristezza. La cosa bella è che ci “costringe” a stare in famiglia. Famiglie piccole, allargate, numerose, chiassose, litigiose ma pur sempre in famiglia e cosa si fa quando ci si riunisce tutti insieme in famiglia? Si mangia, ovvio.

La tradizione qui la fa da padrona e da noi è difficile discostarsi dai crostini burro e salmone della Vigilia, dai tortellini del 25, dal menu a base di pesce del 24, dal Pandoro e Panettone. Non è più una questione di gusti, è che fanno Natale come l’albero addobbato, il presepe e Babbo Natale. Certo poi ogni regione ha le sue tradizioni nelle tradizioni, vedi gli struffoli a Napoli, le cartellate a Bari e così via.

Ma ci sono anche delle piccole chicche gastronomiche che per me fanno Natale e oggi vi parlo di una di queste: i Marron Glacè.

Sono dei piccoli gioiellini culinari sia per il costo, sia per la difficoltà nel trovarne di davvero buoni. In realtà si trovano quasi tutto l’anno oramai ma questo è il periodo migliore per assaporarne tutta la loro dolcezza e particolarità. A dispetto del nome francese può essere considerata una delizia tutta Italiana.

Le origini vengono fatte risalire al ‘500 nel Cuneese, famoso ancora oggi come uno degli snodi più importanti per l’esportazione di castagne in tutta Europa. In particolare pare fosse stato proprio lo chef di corte del Duca di Savoia,Carlo Emanuele I, ad inventarne la ricetta, forte anche della maggiore disponibilità di zucchero raffinato propria di quel periodo storico.

Nascono da una glassatuta particolare e delicatissima dei Marroni, che altro non sono che una variante delle castagne, più grandi e di diversa forma (all’interno del riccio delle castagne infatti si trovano due frutti, nei marroni solo uno).

I Marroni vengono prima sciroppati e poi glassati, questa lavorazione richiede diversi giorni e tanta maestria perchè la loro delicatezza ne rende frequente la rottura in lavorazione.

Da questa facilità di sgretolamento nascono i Marron Glacè a pezzetti che si vendono in comode bustine anche nei supermercati ed hanno un costo più accessibile; sono molto indicati per decorare e arricchire  semifreddi, frutta e mousse. Adesso vanno molto anche come sostituti dei canditi e dell’uvetta nel Panettone, io lo adoro, è uno dei miei preferiti.

Una versione anche molto golosa è quella che li vede sottoforma di crema: ci sono le versioni più commerciali, che in questo periodo si trovano anche nei supermercati, e quelle più raffinate che vengono vendute nelle migliori boutique gastronomiche di tutta Italia (a Roma da Castroni). E’ ottima per dare uno sprint ad un semplice gelato alla vaniglia o per arricchire un Mont Blanc.

Ma se siete di Roma o passate di qui e volete una pausa sublime fermatevi allora da Giuliani, in Prati.

E’ considerato il tempio dei Marron Glacè per eccellenza, sono enormi e genuini perchè prodotti da loro giornalmente, e se vi piacciono possono essere accompagnati, come tradizione vuole, dalle violette: non solo zuccherini alla violetta, loro sottopongono ad una particolare lavorazione proprio i fiori veri (per questo non sempre si trovano), che vengono canditi e zuccherati in superficie, così da renderli cristallizzati. Ovviamente ne troverete mille versioni, da quelli ricoperti di finissimo cioccolato fondente ai mini Mont Blanc. Un’esperienza davvero!

Vanno mangiati in piccole quantità per non risultare stucchevoli, io consiglio di accompagnarli sempre con un frutto che doni un pizzico di acidità, ad esempio i cachi ci stanno benissimo, per creme, mousse e gelati.

PS: Per una versione estiva non potete non fermarvi da Ciampini in centro per gustarvi una coppa gelato Marron Glacè e doppia panna, il successo è garantito, parola di mia nonna 90enne che ci viene da Bari apposta tutti  gli anni..

 

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