MARCIA PERUGIA-ASSISI: MIGLIAIA DI GIOVANI IN CAMMINO PER LA PACE

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Centomila le persone che ieri, in occasione della Marcia della Pace si sono messe in cammino, in un corteo lungo 15 km, per le strade che dalla città di Perugia portano a quella di Assisi. Hanno marciato sotto la pioggia, che li ha accompagnati per tutto il tragitto, con ombrelli e impermeabili, portando striscioni e bandiere.

Una manifestazione caratterizzata dalla presenza di giovani e  di studenti (più di 10mila), provenienti da tutta Italia, animati dallo stesso spirito contagioso e dagli stessi valori: quelli della pace, del disarmo, della fratellanza, del rispetto e dell’ inclusione.  Nessun colore partitico, ma idee che – come si legge nel manifesto dell’evento – sono state ispirate dai principi fondamentali della Costituzione italiana.  Ed, in effetti, di politici se ne sono visti pochi. A vantaggio della credibilità del corteo.

In marcia, come sempre, tante bandiere: gli stendardi erano più di 280 fra Comuni, Province e Regioni. Presenti alcune associazioni cattoliche, Amnesty International, Libera e i sindacati. Un corteo festante che ha raggiunto, come da tradizione, la Basilica di San Francesco, per concludere il proprio viaggio alla Rocca, a pochi giorni dalla festa del Santo di Assisi, celebrata negli stessi luoghi,

Osiamo la fraternità” è stato  il messaggio lanciato dagli organizzatori dell’evento, nato  nel lontano 1961  su iniziativa del filosofo antifascista Aldo Capitini, del quale, proprio quest’anno, ricorre il cinquantesimo anniversario dalla morte.  “E’ insopportabile quanto accade intorno a noi. Nessuno va lasciato indietro e solo, a partire dai più vulnerabili”, si sente dire dal palco poco prima della partenza.  Anche il Presidente della Repubblica Mattarella non ha tardato a far sentire la propria vicinanza ai partecipanti, con un messaggio: “La marcia, anche quest’anno, come nella sua lunga storia, è una testimonianza corale di speranza e fraternità. Le nostre società continuano ad avere un gran bisogno di donne e di uomini di pace”.

Non sono mancati, inoltre, i riferimenti a quanto accaduto nei giorni scorsi al sindaco di Riace. Dai cartelli con su scritto “Io sto con Mimmo Lucano”, alle magliette con lo slogan “la solidarietà non si arresta”, alla proposta del coordinatore Flavio Lotti di candidare al Nobel per la pace il modello Riace, come modello di accoglienza, integrazione e solidarietà.

Pace, fratellanza, diritti: sono parole che assumono una valenza diversa a seconda di chi le dice, ma che ieri, inneggiate da migliaia di giovani, sapevano di fiducia e speranza. In tempi in cui, in effetti, serve coraggio per difenderle. Il coraggio di osare che spetta ai giovani.

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