Luiss, alla riscoperta dell’ordine pubblico economico

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La presentazione del nuovo Master della Luiss in Compliance e Prevenzione della Corruzione, rivolto, in particolare, ai laureati in giurisprudenza, ha riscosso l’attenzione della stampa per la notorietà dei due direttori scientifici, Paola Severino e Raffaele Cantone, e per la prospettiva dell’impegno civile, oltre che professionale, offerta dall’insegnamento. Paola Severino ha annunciato la preparazione di una “nuova categoria di giuristi e professionisti”, molto qualificata nel contrasto alle illegalità. Raffaele Cantone ha precisato che la lotta alla corruzione non richiede nuove leggi. Deve essere rispettato prima di tutto l’ordinamento vigente. Come dire che il confronto con la criminalità economica deve avere luogo qui e ora. Musica per le orecchie degli imprenditori e dei professionisti onesti, le prime vittime della corruzione. Che si è trasformata ed estesa. A dismisura. Ma è diventata più elegante (e meno visibile). Per cui il prezzo della corruzione non viene necessariamente corrisposto in denaro.

Può essere la nomina pubblica o privata o un “affare”, apparentemente lecito ed estraneo al vantaggio (illecito) trattato dai protagonisti dello scambio criminoso, eseguito in danno di persone, spesso migliaia (come avviene nel caso delle illegalità bancarie e finanziarie), e della intera collettività.

Per la lesione degli interessi diffusi, dal pagamento eluso di tasse e di oneri previdenziali agli investimenti mancati, con effetti strutturali nefasti a carico del risparmio e della ricchezza nazionale. A questo declino, apparentemente irreversibile, al quale concorrono non poche inerzie di sistema, si propone di rimediare il Master inaugurato dalla Luiss nei giorni scorsi. Non sarà un compito facile, quello dei nuovi giuristi e professionisti. E non è semplice la materia di insegnamento, che consiste, in effetti, di interdiscipline tra tutti i temi che compongono il diritto dell’economia.

Stella polare dell’insegnamento e della pratica professionale potrà essere la riscoperta dell’ordine pubblico economico, che costituisce il limite virtuoso dell’iniziativa economica, pena la nullità dei rapporti con esso contrastanti.

Filippo Vassalli, in occasione della presentazione del codice civile, disse: “Il diritto privato di oggi si distingue dal diritto privato di ieri per ciò che in esso è assai più operante la considerazione di fini che sono sopra ordinati ai fini individuali: con tutto un nuovo e diverso orientamento delle regole, dandosi al diritto civile una configurazione diversa da quella del diritto civile anteriore”. 

Per dire, con parole meno suggestive, che l’ordine pubblico è stato assunto dal legislatore quale criterio di valutazione, scriminante, della liceità del negozio giuridico. Come confermano numerose sentenze della Corte di Cassazione (un faro sicuro nella procella della giustizia civile), disattese, non di rado, dagli operatori, che, pretestuosamente, tendono a considerare vago e desueto il limite dell’ordine pubblico, pur previsto in numerosi articoli del codice civile ed incardinato, oggi, nei principi fondamentali della Costituzione e nei successivi articoli sull’iniziativa economica e sul risparmio

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