L’occasione di Briatore


Abbiamo già scritto che Barbara Palombelli, a Stasera Italia, su Rete 4, sta scrivendo meritevoli pagine di giornalismo d’inchiesta sul coronavirus e dintorni. Gli ospiti della trasmissione, intervistati in Skype per ragioni di sicurezza sanitaria, rispondono alle domande, ma spesso polemizzano tra loro. Tra questi si distinguono Sgarbi, Cazzola, Liguori e qualche volto emergente, a cui si è aggiunto, da Montecarlo, Flavio Briatore, reduce dal licenziamento di 1.200 persone. Lui ha detto di averli messi a casa. Non per esigenze sanitarie. La Palombelli non ha apprezzato, o almeno così è sembrato, e ha chiesto conferma. Tant’è che Briatore, un po’ piccato, ha replicato caldamente alla critica implicita nella domanda, dicendo che ci deve pensare il Governo a sostenere gli ex dipendenti (dandogli da mangiare) . Noi siamo meno semplicisti di Briatore, e sappiamo, come lui e come tutti, che il Governo non è in grado, che non sosterrà i suoi 1.200 ex dipendenti e i milioni di cittadini invisibili e visibili colpiti dalla crisi, si teme definitivamente in gran parte dei casi. La gente ha capito ed è incazzata nera, anche se, al momento, si vede poco. Briatore ovviamente lo sa più degli altri, che la crisi uccide clinicamente ora e ucciderà economicamente domani, se non ci saranno interventi strutturali sugli attriti innumerevoli della società italiana, che consentono le rapine di risparmio (noi abbiamo scritto a lungo di una rapina miliardaria impunita, prontamente archiviata dalla stampa concorrente dopo il nostro allarme) e favoriscono le relazioni privilegiate (il termine è edulcorato). E non crediamo che Briatore e altri favoriti, come lui, dalla sorte facciano granché per lo Stato che gli ha dato i natali e molto di più. Tra l’altro, Briatore tempo fa si candidò, non solo in pectore, alla scesa nell’agone politico. Non riscosse credito. Ora potrebbe prendersi la sua rivincita, senza delegare tutto al Governo e all’Opposizione. I problemi li conosce e, casomai, può chiedere.

Conversazioni

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *


*