Lettera all’Espresso


Caro Direttore,

l’invito di Massimo Cacciari a “capire la generazione dei free-lance” per “imporre un progetto politico su welfare e liberalizzazioni” (l’Espresso del 16.06.2011) si propone come ricetta innovativa, se non rivoluzionaria, dato l’esplicito riferimento al conclusivo slogan sessantottino, ma, considerata la consistenza della auspicata comprensione (bisogna “favorire (la generazione free-lance) con opportuni incentivi”, appare piuttosto l’ennesima misura demagogica e corporativa agitata per confondere le acque e favorire i privilegi antidemocratici e illiberali, di cui si ammanta da sempre il ceto chic dominante, con buona pace dei giovani free-lance. E intanto le incrostazioni di sistema si perpetuano. La ricetta del Nuovo M.i.l.l.e., il cui impegno volontario è pubblicato sul sito, è molto più semplice: eliminare le incrostazioni e realizzare l’ordinamento economico, cominciando a dare voce sui giornali, come quello che lei dirige, ai giovani preparati, informati e propositivi, consapevoli della complessità del sistema e della pervasività delle infiltrazioni di potere corporativo illiberale. Si può fare?

Conversazioni

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *


*