Lettera ad Enrico Mentana


Caro Direttore,

ho letto con interesse l’intervista da lei rilasciata all’Espresso del 16.06.2011, comprendo la sua remora all’eccesso di colorazione politica (di sinistra) della rete, comprendo meno il suo gradimento del giornalismo militante di Lilli Gruber, Luisella Costamagna e Luca Telese, Gad Lerner e Ilaria D’Amico (spero di non dimenticare nessuno), che rischia di esaurirsi nella pronuncia antiberlusconiana, rimanendo privo di risorse imprenditoriali ed intellettuali alla scadenza del mandato dell’attuale governo e privando, in definitiva, i telespettatori di un credibile Terzo Polo, per la realizzazione del quale tanti professionisti di vari settori (tra i quali io stesso negli anni’80 ed inizio‘90) si sono impegnati per anni, se non per lustri o decenni. Al riguardo mi permetto di ricordare che nella vulgata corrente l’agognato Terzo Polo, dopo vari flop, venne poco entusiasticamente definito Terzo Pollo con riferimento ai contenuti e agli insuccessi. Per evitare che il passato si riproponga in danno dei telespettatori e del personale di struttura (certo, non tanto per lei), mi permetto di raccomandare la completezza dell’informazione, un maggiore equilibrio nell’esposizione dei fatti e soprattutto una minore, meglio inesistente, pregiudizialità nella scelta degli ospiti e nel trattamento loro riservato.

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