Le lenticchie

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Tradizionalmente le lenticchie vengono considerate le principesse di fine anno, quando, servite con il cotechino si dice che portino soldi, soprattutto se mangiate con le mani direttamente dal piatto. Provare per credere.

Questa tradizione proviene dall’antica Roma, quando si regalava, alla fine dell’anno, una piccola borsa in cuoio detta scarsella, che si legava in vita solitamente per portare il denaro, piena di lenticchie, con l’augurio che con l’inizio del nuovo anno le lenticchie si trasformassero in altrettanto denaro.

In realtà, già da diversi anni i legumi sono entrati, per fortuna dico io, a far parte della nostra alimentazione quotidiana durante tutto l’anno, anche grazie al fatto che si possono trovare sotto forma di hamburger, polpette, polpettoni, zuppe pronte, passate, farine e persino pasta. Questo, bisogna riconoscerlo, anche grazie all’esponenziale crescita di non carnivori, alla continua ricerca di prelibatezze che sostituiscano la tanto bistrattata carne rossa.

A prescindere dalle scelte alimentari e non le lenticchie fanno bene. Sostituto chiave delle proteine animali sono ricche di ferro, fosforo e vitamina D. Utili nel combattere la stitichezza sono alleate compagne contro l’arteriosclerosi grazie all’alto contenuto di fibre e alla bassa quantità di grassi. Aiutano a sostenere alti livelli di concentrazione e di memoria e hanno proprietà antiossidanti. Derivano il loro nome proprio dalla loro forma a lente.

Appartengono alla famiglia delle Leguminose e ne esistono di diversi tipi le più comuni sono le marroni di Norcia molto delicate, le rosse tipiche del Medio Oriente (quelle decorticate che impiegano pochissimo per raggiungere il punto di cottura e per questo sono spesso consigliate per le pappe dei bambini) e le verdi di Altamura.

Ricordo ancora che durante il periodo del liceo andavo spesso a studiare da quella che era ed è una delle mie migliori amiche e la mamma, immunoematologa di successo, ci faceva trovare sempre piatti super sani per pranzo fra cui le lenticchie bollite…anche a maggio e a giugno. Diciamo che all’inizio non ne comprendevo a fondo il senso, ma le mangiavo comunque perché buone e comunque erano servite tiepide o fredde. Adesso invece la ringrazio e capisco tutto.

 

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