La sussidiarietà è una risorsa inesplorata

sussidiarietà

La fondazione per la sussidiarietà costituisce vanto del presidente Giorgio Vittadini e dei politici impegnati a vario titolo nell’attività istituzionale. La fondazione avrà certamente dei meriti, ma non può ancora ascriversi il merito di avere divulgato il principio costituzionale di sussidiarietà, sollecitandone la pratica almeno ai cittadini più attenti e impegnati personalmente, al di fuori dei partiti, nella vita pubblica.

Che il principio non sia gradito al potere pubblico è comprensibile, visto che la sussidiarietà si realizza a causa delle deficienze degli organi pubblici investiti dei poteri e degli obblighi di intervento. I grandi pensatori, anche liberali, o pretesi tali, non ne fanno menzione nelle profonde riflessioni, pur critiche, sulle inadempienze dello stato.

E il principio non è noto al pubblico, è oggetto di disinformazione anche da parte di personalità della vita pubblica e non è mai veramente decollato. Lo osserva, per assurdo, il non liberale bavarese Hans Magnus Enzensberger in un recente articolo tradotto per L’Espresso del 6 settembre 2012: “Come la storia dell’unione europea purtroppo dimostra, questo principio è sempre rimasto lettera morta. Altrimenti l’addio alla democrazia non sarebbe avvenuto così facilmente a Bruxelles. Nè l’espropriazione politica ed economica dei cittadini europei sarebbe avanzata fino ai livelli attuali” .

Il NuovoMille ha l’Europa nel DNA, oltre che nella denominazione, ed è impegnato nella divulgazione e nella attuazione del principio, particolarmente in favore del risparmio tradito, ma molto di più devono fare coloro, tra cui Vittadini, che dal principio traggono spunto per l’attività politica.

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