La magia del mercato

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Quale è la parte più bella nel realizzare un piatto? Gustarlo alla fine della preparazione? Sì anche; assemblarne gli ingredienti? La cottura? La parte più bella del cucinare un piatto è: fare la spesa. Parola di Carlo Cracco. Ed io concordo a pieno.

Il segreto più segreto di tutti per la buona riuscita di una ricetta è proprio puntare sulla qualità degli ingredienti. Cosa sarebbe una carbonara senza delle uova freschissime e magari bio? o una cacio e pepe senza dell’ottimo pecorino romano? Insomma se anche siete un disastro a cucinare ma sapete scegliere bene gli ingredienti ve la caverete in ogni caso!

Per questo motivo consiglio sempre di comprare frutta e verdura al mercato. Ognuno dovrebbe avere il proprio fruttivendolo di fiducia. Roma in questo ci premia perché quasi ogni quartiere ha il suo bel mercato rionale con i suoi ampi banconi, ricchi di prodotti di stagione.

A tal proposito vi parlerò del mio mercato del cuore: il Mercato Trieste, meglio conosciuto come il Mercato di via Chiana .

Nato nel 1957 abbraccia i quartieri  Trieste e Coppedè  e ospita circa 50 tra produttori e selezionatori del settore enogastronomico. Non solo frutta e verdura ma negli anni si è arricchito di tanti banconi monotematici come quello dei legumi, delle uova , della carne e del pesce fresco o surgelato.

Ultimamente il mercato, che ha anche un bel sito web (http://www.mercatotrieste.it/), si è aperto ad ospitare attività culturali come scambi e letture di libri, degustazioni e piccoli concerti; proprio per implementare questo aspetto è rimasto chiuso negli scorsi mesi di luglio e agosto. I lavori hanno permesso infatti non solo la messa in sicurezza dell’edificio e della pavimentazione, che oramai non erano più a norma, ma stanno rendendo l’area centrale del perimetro agibile ad attività extra: come un bar e manifestazioni culturali ed enogastronomiche che renderanno il mercato sempre più luogo di aggregazione di quartiere. Non che non lo fosse già.

Prima di tutto infatti per me il mercato di via Chiana è: casa.

È uno dei primi luoghi che ricordo da quando, a 11 anni, mi sono trasferita con la famiglia dal quartiere di piazza Bologna al quartiere Trieste. Mia madre mi portava sempre con lei a fare la spesa (meno male dico adesso), ricordo ancora le tappe fisse: la pizza al prosciutto e formaggio dei due signori anziani della pizzeria a taglio di via Lambro (uno degli ingressi laterali), che adesso non c’è più; le rosette ancora tiepide prese al bancone alimentare e poi la frutta e verdura presa da lui: Carmine!

Un’istituzione oramai, tanto che dai Parioli, dove vivo adesso, vado ancora da lui una volta a settimana per fare la spesa. Eh sì, perché il contatto umano e il rapporto di fiducia che si creano negli anni con i negozianti rendono l’andare al mercato un’esperienza più che un dovere per non intristirsi aprendo il frigo vuoto!

Un’esperienza non solo gastronomica ma di vita; la saggezza popolare che si respira fra i banconi fa bene al cuore e sapere che di Carmine ti puoi fidare e che la sua è ‘robba bbona’ ti tranquillizza. È terapeutico in un certo senso.

In un mondo dove tutto è digitale, lo shopping si fa quasi solo online e poche sono le cose che si toccano con mano, entrare in un mercato rionale è come fare un tuffo nella realtà vera, fatta di profumi innanzitutto, di colori che cambiano con le stagioni, di dialetti, di gente genuina. Provare per credere!

Il mercato insegna tanto a grandi e bambini sulla stagionalità dei prodotti e sull’importanza del rispettarla, non si possono pretendere le fragole a dicembre! e se le trovate al supermercato o nei ristoranti vi dovreste chiedere: da quale pianeta vengono?

La natura ha i suoi cicli e vanno assecondati e poi è divertente aspettare tutto l’anno per poter finalmente gustare i carciofi in inverno o le ciliegie a giugno, sono ancora più buone. E danno un senso all’attesa, il saper aspettare, un sapere che oggi è quasi un lusso.

Qualche settimana dopo la nascita di mia figlia, mi ritagliavo la mia mezz’ora (di più non mi veniva concesso!) di realtà (o libertà direi) alle 7.00 di sabato mattina. Si avete capito bene, sono matta? Forse. Due erano le motivazioni. 1: mia figlia si era appena addormentata dopo una notte insonne e almeno per un’oretta avrei potuto lasciarla in balia del papà senza preoccuparmene 2: provate ad andare da Carmine di sabato alle 10:00, rimarreste a mani vuote! Tutto spazzolato.

In più mi divertiva incontrare sempre gli stessi abitudinari personaggi che alla stessa ora lo stesso giorno li trovi sempre la; come la suorina del Collegio di Santa Brigida di via delle Isole o la classica coppia di 70enni mano nella mano (a cui aspiri ad arrivare con tuo marito alla stessa età), che imperterriti trovavo sempre in fila prima di me, niente non sono ancora riuscita a batterli sul tempo!

Ma soprattutto c’era lui il mitico Carmine ad accoglierti con un sorriso e la matita gialla dietro l’orecchio anche quando fuori era ancora buio.

 

Identikit

Nome : Carmine

Cognome: Gattola

Età:62 anni

Luogo di nascita: Formia

Da quanto tempo fa questo lavoro: 43 anni

Caratteristica: simpatia e serietà sul lavoro

 

Hai lavorato presso altri mercati rionali prima di questo?

No. Sempre fedele al Mercato Trieste

 Da dove vengono i tuoi prodotti?

Dalle campagne dell’Agro Pontino. Abbiamo formato una cooperativa io, i miei due fratelli e altri contadini.

 Come è cambiato il Mercato negli anni?

Non è cambiato il mercato ma la gente. Un tempo c’era la massaia di famiglia che veniva quotidianamente a prendere i prodotti freschi. Adesso le famiglie sono meno numerose, moglie e marito lavorano durante la settimana, quindi magari vengono solo il sabato per prendere poche cose per la settimana.

In più il cliente è diventato più esigente e predilige la bellezza alla qualità, questo ci costringere a mettere sul bancone anche prodotti non italiani (come i mandarini spagnoli). Non si sa più aspettare, si vuole tutto e subito non interessa più del tempo di maturazione o del fatto che le piogge o il freddo possano non rendere disponibile un prodotto per una data stagione.

 Aspetti da migliorare?

Il parcheggio, abbiamo un parcheggio coperto di 3 piani e 400 posti auto qui accanto (Via Chiana 103) ma è in disuso da mesi e non c’è spiraglio che le cose cambino a breve. E’ un grosso problema oramai qui in zona, che spesso fa perdere clienti.

 Cosa consiglieresti ad un giovane che vuole intraprendere questa attività?

Non lo consiglierei(ridendo), serve sacrificio e organizzazione, io inizio alle 2 di mattina e finisco alle 8 di sera e in più le spese sono tante.

 

Massaie 2.0 accorrete!

Carmine vi aspetta al bancone all’angolo in fondo a destra entrando da Via Lambro oppure entrate da dove preferite e chiedete, non vi perderete, garantito.

 

ricetta-sugo

Have a Clogo-cooklogo-cookK

Conversazioni
11 11 2019 - 21:12

Ciao e anche il mio mercato , tua mamma me lo ha fatto conoscere , grande cuoca, è così come lo descrivi tu .

Risposta

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