La buona scuola 2.0

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Due mesi è durata la raccolta dei suggerimenti per la buona scuola immaginata dal governo. Renzi ha dichiarato a Porta a Porta, nel corso di un acceso dibattito con un gruppo di insegnanti, che 65.000 cittadini hanno detto la loro sulla scuola e che di tali suggerimenti verrà tenuto conto nella predisposizione di un piano per il miglioramento dell’offerta scolastica.

La parola “merito” è ricorsa frequentemente nella sua esposizione, oltre a valutazione delle professionalità, gerarchia e responsabilità. Anche lo slogan del progetto di riforma (“… perché qui non c’è un noi o un voi, c’è solo la nostra scuola …”) è risuonato nelle parole di Renzi, apparentemente fiducioso che la teoria della capacità degli insegnanti applicata alla struttura scolastica facesse breccia nel cuore degli interlocutori e nelle attese dei cittadini.

Dei cittadini ancora non si sa molto. Soprattutto non si sa quali siano stati i 65.000 suggerimenti forniti e cosa pensino del progetto le centinaia di migliaia di insegnanti che non si sono espressi e che, secondo i dati Ocse, superebbero la media europea per numero di studenti. Si sa, però, quello che hanno dichiarato gli insegnanti presenti in studio, presumibilmente invitati da Vespa secondo criteri rappresentativi di territorio, età, strutture di insegnamento.

La parola “merito” è stata osteggiata, così come la prospettiva del preside responsabile e della valutazione professionale significativa ai fini dell’avanzamento di carriera. Tanti anni fa, negli anni ’60, un libro, che ha fatto la fortuna dell’editore, “Lettera ad un professoressa”, scritto nella comunità di Barbiana diretta da don Milani, ha introdotto nel dibattito pubblico temi fortemente innovativi, tra cui la scuola indifferenziata, che hanno o avrebbero contribuito al declino dell’insegnamento e del livello medio di cultura in Italia, con ricadute disastrose sulle università e, di conseguenza, sulle attività di lavoro.

Il Nuovo Mille trattiene il giudizio sulla buona scuola ritenendo che insegnanti e utenti abbiano la precedenza. Il dibattito è libero.

Conversazioni
24 11 2014 - 12:21

Ho assistito anche io alla trasmissione di Porta a Porta e sono ancora sconcertato dalla virulenza con cui gli insegnanti hanno dimostrato di osteggiare il progetto meritocratico (speriamo che sia vero) del governo. Dopo decenni di appiattimento sulla incultura strisciante della scuola postsessantottina un nuovo corso potrebbe rinvigorire l’insegnamento e il paese. Complimenti al giornale e andate avanti.

Risposta
24 11 2014 - 12:22

Sono anni e anni che vivo l’insegnamento circondato da “colleghi” e “colleghe” che disistimo e che mi disistimano per le mie idee di una scuola meritocratica e gerarchica, non ne posso più, speriamo che il Nuovo Mille e l’Aespi (una associazione meritevole e meritocratica) possano fare qualcosa.

Risposta
24 11 2014 - 12:22

Non sono certissima che il merito mi stia a genio perché dovrei studiare di più e poi non troverei lavoro lo stesso senza raccomandazione, allora tanto vale divertirsi, carpe diem (il latino mi piace)

Risposta

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