La banana di Cattelan è soltanto una burla

MIAMI BEACH, FL - DECEMBER 06:  People post in front of Maurizio Cattelan's "Comedian" presented by Perrotin Gallery and on view at Art Basel Miami 2019 at Miami Beach Convention Center on December 6, 2019 in Miami Beach, Florida. Two of the three editions of the piece, which feature a banana duct-taped to a wall, have reportedly sold for $120,000.  (Photo by Cindy Ord/Getty Images)

La banana di Cattelan, esposta a Miami e molto ben quotata (120 mila dollari), non è stata notata, finché un altro artista casualmente (o forse no?) non l’ha mangiata. A quel punto, la quotazione della banana è stata giustificata dalla notorietà dell’avvenimento. Che qualcuno si è affannato a chiamare evento. Riassumiamo per chi non sia informato sulla vicenda.

Cattelan ha affisso su una parete una banana con la raccomandazione di sostituirla ogni 10 giorni. Questa “idea” è stata quotata 120 mila dollari. Un burlone l’ha presa, ne ha mangiato un pezzo e ha consegnato il resto al gallerista. Tutto ciò non ha depresso il valore dell’opera, che, secondo noi, è inesistente, ma l’ha rilanciato alla grande. Perché è chiaro ormai che il valore di un’opera artistica, o presunta tale, poggia sul nome dell’artista, o, meglio, sulla capacità del gallerista di creare un evento intorno all’oggetto, palpabile o impalpabile, che sia.

Le manifestazioni di Marina Abramovic, infatti, sono spesso impalpabili, e il contorno di trauma e sofferenza è creato ad arte – è il caso di dire – per qualificare l’opera dell’autrice.

Non siamo contrari all’effimero come opera d’arte. La musica è certamente una manifestazione artistica, che diventa opera d’arte se e in quanto sia ben suonata. Se no, rimane lo spartito con la potenzialità dell’opera d’arte, anche se di solito si celebra l’autore della scrittura e meno il direttore d’orchestra o il  musicista.

La natura stessa è un’opera d’arte che si rinnova in continuazione, e che si tende a fissare (e riporre nel cassetto) con le foto e le riprese. Anche per partecipare al fenomeno naturale, a dimostrazione del fatto che l’evento consiste nella partecipazione emotiva del protagonista momentaneo.

Che costa poco o niente, rispetto ai 120 mila dollari di Cattelan, o alla “merda d’artista” del Manzoni, che venne promossa opera d’arte da Palma Bucarelli, famosa storica dell’arte e direttrice del Museo d’Arte Moderna di Roma, e da allora ha mantenuto nel tempo una quotazione del tutto svincolata dai multipli in circolazione (la cui attestazione di autenticità costituisce il vero valore dell’opera).

Non vogliamo andare necessariamente contro corrente, ma l’episodio della banana è l’ennesima conferma che il mercato dell’arte è fortemente condizionato, e talvolta inventato, dai galleristi e dalla burla.

 

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