Italia in mano agli strozzini. – n. 1

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Gli strozzini sono i criminali che praticano l’usura, un reato grave e una piaga sociale. L’usuraio, detto in gergo anche cravattaio e mignatta, è sempre esistito. Shylock, il mercante di Venezia che pretende in giudizio la libbra di carne pattuita con Bassanio, inadempiente, è forse, in letteratura, l’usuraio più noto di tutti i tempi. Indimenticabile l’interpretazione di Al Pacino.

Ma la cronaca nera, più e meno recente, ci offre una galleria di personaggi reali e inquietanti non meno di Shylock. Che infieriscono sulla vittima, fino alla disperazione, spesso fino alla morte, per suicidio o punizione. Questa è l’usura punita dalla legge, seppure meno di quanto meriti. Il carcere non pullula di usurai, il Paese sì. Poi ci sono le altre forme di usura, che sfuggono alla sanzione della legge. Anzi, si realizzano nell’ambito della legge, con il pretesto della tutela di diritti, in realtà inesistenti.

Oggi parliamo delle esecuzioni immobiliari, e diciamo subito che non è l’unico esempio di ingiustizie che si consumano sotto l’egida della giustizia. Dopo la fin troppo nota crisi del 2008, che ha colpito insieme l’occupazione e il settore immobiliare, l’Europa ha preteso una “ragionevole durata” delle procedure, e il sistema legale ha cominciato a mietere esecuzioni, per lo più in favore delle banche. Non ci sono dati statistici. Già questo è un segnale della “disattenzione” del sistema legale per un fenomeno che sta devastando persone e famiglie, senza affrancarle dal debito. Proprio come fanno gli strozzini.

C’è il meritevole osservatorio della società Astasy, che mette a disposizione una compilazione di dati empirici, raccolti – immaginiamo – con non poca difficoltà. Poi il vuoto. L’Ufficio Centrale di Statistica brilla per la sua assenza. Non ci sono dati ufficiali sui debiti, sulla titolarità e sulle modalità di soddisfazione dei crediti, sui costi connessi, sulle figure professionali che ne traggono beneficio, sul rispetto del rito (impera il sospetto di prassi creative), sulla sorte dei debiti residui e delle famiglie dei debitori, abbandonate a sé stesse dalla politica e dalla giustizia.

Le banche, responsabili prime della crisi che ha investito l’occidente, non vengono sanzionate e continuano a provocare danni. Le elaborazioni della società Astasy ci dicono che le esecuzioni soddisfano poco il creditore, puniscono il debitore, e premiano il gruppetto di professionisti che, a vario titolo, si affollano al capezzale dell’esecuzione. Sarebbe interessante verificare, tribunale per tribunale, i costi di esecuzione e il ricambio dei professionisti dediti a questo mestiere. Si può tentare con l’accesso civico, ma già immaginiamo le resistenze di ogni tipo. Se Astasy avesse dati specifici, si potrebbe tentare di contrastare o almeno di mettere all’ordine del giorno della politica un fenomeno che presenta ampi profili di opacità. E, dietro le opacità, spesso si nascondono le illegalità.

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