Il demenziale mondo di Instagram


Instagram ha sostituito Facebook nel cuore dei millennials perché è un mezzo più immediato e più ricco, come dimostra il successo di Chiara Ferragni e di altre star dell’etere (basato sostanzialmente sul nulla) e del circuito affaristico che, sul nulla e sui like, fa grandi affari.

Mirko Scarcella è uno di questi, non a caso noto come il mago di Instagram, inventore di personaggi che a molti piacciono e ad altri fanno venire i brividi. Così gira il mondo.

Quando, però, tra le creature e i maghi si litiga (per soldi), dall’etere si torna sulla terra e si approda in tribunale.  Come sta accadendo a Scarcella e Gianluca Vacchi. Salvo che anche il litigio non sia un’invenzione alla Mark Caltagirone, promesso sposo inesistente di Pamela Prati.

Nel frattempo, con indiscutibile abilità, Massimo Giletti ha inserito la storia nel suo calderone domenicale, che ha riempito di share e di soldi l’azionista di controllo della rete. Altro che Pippo Baudo, che pure dei contenitori aveva fatto la sua forza. Giletti sta scalzando la sua fama, e propone pezzi su mafia e dintorni (apprezzabili, su cui torneremo) e fuffa su Instagram e i suoi protagonisti.

Rischiamo di apparire antiquati, e probabilmente lo siamo, ma preferiremmo di gran lunga che le braccia di Scarcella, Vacchi e, perché no, della Ferragni venissero impiegate diversamente, con modalità tradizionali, in fabbrica o, se volessero dare prova del loro afflato ecologista, nella terra, fin troppo trascurata.     

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