I giorni di mezzo

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Prima delle feste siamo sempre preoccupati all’idea dell’abbuffata: ore e ore a tavola a mangiare senza sosta, parlando del più e del meno, il più delle volte senza capire granché e passando da un discorso all’altro senza tanto senso e creando quel senso di confusione, tanto che a fine giornata ti senti peggio che se fossi stata all’ Ikea.

In realtà non è scritto da nessuna parte che il cenone della vigilia e il pranzo del 25 debbano essere una maratona gastronomica senza fine, eppure è una tradizione. Mi piacerebbe, prima o poi, ideare un menu leggero ma gustoso con poche portate e dove si prediligesse il dialogo garbato e lo stare insieme piuttosto che lo spreco e la confusione. Prima o poi lo farò.

Fatto sta che anche quest’anno non se ne uscirà leggeri, ma c’è sempre un rimedio a tutto.

Il trucco sta nei giorni di mezzo. Una volta un dietologo mi disse che uno dei segreti per la buona riuscita di una dieta è non lasciarsi andare dopo uno sgarro, quindi chiudere quel capitolo e andare avanti con la dieta lasciando circoscritto quell’evento. Lo stesso potrebbe essere rapportato al periodo natalizio.

Il pranzo del 24 nessuno mangia, anche perché si sa che dopo neanche 6 ore si comincerà la fiera del gusto. Dal 26 in poi però qualcosina si può iniziare a fare. Ma da Roma in su, perché mi rendo conto che da Roma in giù è tutto una lunga estenuante corsa a rifocillarsi fino al 7, con tanto di pesata del nuovo anno e corsa ai ripari e al lungo mare.

Scherzi a parte bisognerebbe tutti impegnarsi un po’ e questo dipende dalla forza di volontà che ognuno di noi ha per sentirsi bene. Purtroppo le occasioni per mangiare sono quasi ogni giorno oramai e quindi è tutto più difficile.

Innanzitutto si può dare alle feste un significato, che sia religioso (per chi ci crede) o di altro tipo (per chi non è credente) e non vederle solamente come occasioni per mangiare, mangiare e ancora mangiare. E poi, dato che ogni tanto è bello condividere una bella tavolata con amici e parenti, si può correre ai ripari. Ma come?

Uno dei metodi provati e consigliati è quello di fare delle giornate di depurazione del corpo. Ad esempio sostituendo un pasto con una tisana calda o un decotto, un ananas con tanto di parte centrale (quella dura per intenderci, due kiwi o un insalata poco condita). In realtà anche qui dipende molto dai gusti, sicuramente il digiuno, limitato nel tempo sia ben inteso, serve a depurare ma inizialmente è dura. Lo stomaco, già bello allargato da pandori e panettoni, comincerà quasi subito a brontolare, ma tocca resistere o prendere qualcosina di leggero giusto per riempire il buco allo stomaco, come un clementino o 4-5 mandorle.

Si tratta, come sempre, di una questione di abitudine e ci vuole tempo, pazienza e tanta buona volontà. Che premia quando il 7 gennaio la lista dei buoni propositi non si inizia con il dover perdere quei 4-5 kg presi durante le feste, ma con qualcosa che ci piaccia di più.

 

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