Gianni Caproni e l’areonautica militare italiana


Gianni Caproni è stato il pioniere dell’aeronautica militare italiana e il protagonista indiscusso dell’attività di progettazione e di produzione industriale dagli albori dell’aviazione alla seconda guerra mondiale. Mario Pacelli e Pietro Lonati gli hanno dedicato il libro “Gianni Caproni e l’aeronautica militare italiana”, all’esito di una impegnativa, quanto validissima, ricerca, che ha comportato la consultazione di numerosi archivi pubblici e privati.

Il risultato, eccellente, racconta la vita avventurosa di Caproni e propone una ricostruzione di storia industriale italiana che supera i confini del settore specifico, meritando di essere studiata nelle scuole di business management, per le opportunità di impresa colte, ma – soprattutto – per la rassegna delle cause delle opportunità mancate dall’industria nazionale. Caproni è stato un ingegnoso artigiano dell’aviazione, un ambizioso imprenditore e una persona di grandi relazioni, che ha avuto la fortuna di vivere nel momento giusto e (quasi) nel posto giusto.

Quasi, perché le carenze sociali e infrastrutturali italiane, tra cui il difetto della cultura industriale, che in altri paesi (Stati Uniti, Germania, Francia e, per certi versi, anche Gran Bretagna) ha consentito grandi realizzazioni, ha pregiudicato non poco lo sviluppo programmato dell’attività industriale, nonostante le  eccellenti capacità personali di Caproni.

La conclusione del conflitto bellico e la distruzione degli impianti segnano anche la conclusione dell’attività industriale di Caproni, ormai anziano, che si spegne nel 1957, poco prima della dichiarazione di fallimento. Il libro si conclude con un epilogo all’italiana di questo fallimento, che, intorno ai danni di guerra, riconosciuti da una legge provvidenziale, quanto discutibile, vede all’opera personaggi di vario spessore e di varia notorietà.

Gli autori avvertono che, in merito agli esiti del fallimento, “restano ancora da chiarire molti punti su uomini e cose”. Non è escluso che, in futuro, qualcuno raccolga l’invito degli autori e si dedichi agli aspetti meno trasparenti della vicenda post fallimentare.

Nel frattempo, la lettura del libro, esauriente, documentato, ma agile, consentirà agli appassionati della materia aeronautica, ai cultori di strategia militare e agli studenti di economia industriale, approfondimenti meritevoli di divulgazione e di dibattito.

 

 

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